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26.09.2020 Tags: Brescia

Brescia, nelle Rsa meno utenti e più costi

Le associazioni del comparto sociosanitario lombardo lanciano l’allarme: «Se da Governo e Regione non avremo risposte finiremo in ginocchio». Dopo i drammatici mesi in prima linea contro la pandemia, si preannuncia un autunno caldo per Residenze sanitarie assistenziali (Rsa), per disabili (Rsd), erogatori di Assistenza domiciliare integrata e tutti quei servizi che si dedicano alle persone con problemi di dipendenza, salute mentale o a minori in difficoltà. Per continuare a garantire i servizi c’è bisogno di risorse. I POSTI OCCUPATI sono diminuiti, i costi aumentati. Un’analisi effettuata nel territorio dell’Ats di Brescia su un campione di 42 Rsa, per un totale di 3.655 posti letto, ha evidenziato che nel periodo marzo-maggio l’occupazione media si è assestata all’80% con un minimo del 58% e un massimo del 100%. Le strutture medio grandi sono quelle che maggiormente hanno subito un decremento dei posti letto quantificabile in 22,63 euro al giorno per posto letto. La perdita media nel campione bresciano è stata pari a 189.403 euro, con un minimo di 7.877 a un massimo di 641.321 euro. Undici le strutture che presentano una perdita superiore ai 250mila euro con una capacità ricettiva media di 127 posti e una saturazione media del 76,9%. Le organizzazioni del comparto si sono incontrate ieri nella sede milanese di ConfCooperative per fare il punto su problematiche e possibili soluzioni. Erano presenti AGeSpi, Aiop, ACI Welfare Lombardia, Anaste, Anffas Lombardia, Arlea e Uneba. «Rappresentiamo delle realtà che non stanno portando delle lamentele - ha sottolineato Valeria Negrini, presidente Aci Welfare Lombardia - ma stanno chiedendo a Regione Lombardia e al Governo di essere riconosciute, anche a livello economico, per il ruolo che storicamente in questa regione svolgono». Regione Lombardia ha garantito di non rivedere il budget, nonostante il calo degli utenti. I contratti devono essere sottoscritti a fine ottobre, «è tempo di mantenere le promesse» commenta Negrini. «Abbiamo avviato un’importante trattativa con l’assessore Gallera. Non solo c’è l’impegno a garantire la copertura complessiva ma anche a trovare risorse aggiuntive - spiega Chiara Benini (Arlea) -. Chiediamo un’accelerazione». Sui conti pesano i minori ricavi generati dal contingentamento degli ingressi e dalle doverose procedure di isolamento precauzionale preventivo e l’ incremento dei costi dei dispositivi di protezione individuale. I guanti, ad esempio: il costo di una scatola da 100 è passato da una media di 1,80 euro a circa 8 euro: un aumento di quasi il 450%. Per un utilizzo di 16 guanti al giorno a posto letto significa, solo per questo dpi, un aumento di 1 euro a posto letto al giorno. Quindi, per il solo secondo semestre del 2020, 12 milioni di euro di spesa in più. Se non arriveranno le risorse a bilanciare le spese sostenute (per l’aumento del personale, ma anche per farmaci e Dpi) le strutture rischiano di non farcela. Le conseguenze sono facili da immaginare, spiegano le associazioni di categoria: taglio dei servizi ai più fragili, perdita di posti di lavoro, aumento dei costi a carico delle famiglie. Altro nodo, il riconoscimento economico alle Rsa e alle strutture socio-sanitarie da parte del Governo. «Le significative risorse stanziate dal Dl Rilancio sono orientate pressoché esclusivamente a sostegno di servizi erogati direttamente dal settore pubblico; ciò significa tagliare fuori di fatto tutto quell’ecosistema di privato sociale che in regioni come la Lombardia rappresenta il 90% delle strutture socio-sanitarie» dichiarano le associazioni di categoria. INFINE l’appello al Ministro Speranza a cui gli enti del sociosanitario lombardo fanno due richieste: la prima, «che una parte del fondo sanitario nazionale sia vincolata a finanziare il sistema sociosanitario nelle sue diverse articolazioni». La seconda «che la Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana “nominata senza includere, purtroppo, nessun rappresentante dell'associazionismo, del Terzo Settore, della cooperazione sociale” dia ampio spazio ad un confronto e un dialogo con le organizzazioni che da tempo operano in questi servizi territoriali con competenze non sostituibili». •

Paola Buizza
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