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06.04.2020 Tags: Brescia

Brescia resiste
I contagi e le morti
crescono «piano»

In cinque settimane l’impegno in corsia dei sanitari è stato totalizzanze nell’assistenza ai pazienti
In cinque settimane l’impegno in corsia dei sanitari è stato totalizzanze nell’assistenza ai pazienti

Giuseppe Spatola Non si parla apertamente di luce in fondo al tunnel, ma a Brescia si sta assistendo a un consolidamento nel numero dei casi nuovi di positività «contenuti anche se costanti». Così i dati forniti da Ats di Brescia (quelli della vallecamonica sono fermi a sabato e verranno aggiornati solo oggi) parlano di 8479 contagiati, 160 in più rispetto a sabato e in media con gli ultimi sette giorni. Sui morti nel bresciano si arriva a piangere 1539 croci, 51 in più in 24 ore. A Brescia città i positivi sono 1413 mentre i decessi registrati 257, cresciuti di sei in 24 ore. I dimessi dalle strutture ospedaliere in 5 settimane sono 3918 e di questi 635 sono guariti, con doppio tampone negativo. In Lombardia ad oggi i decessi per coronavirus sono in totale 8905, con un aumento rispetto a sabato di 249 (l’incremento di ieri rispetto al giorno prima era di + 345). A dare i numeri è l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, che ha confermato come gli accessi ai ps di Brescia e Bergamo indicano un miglioramento. «Il dato dei pronto soccorso dell’area di Bergamo e Brescia - ha precisato Gallera - ci dice che i codici rossi hanno visto una impennata drammatica, con un numero altissimo di telefonate e accessi, nel corso della crisi, ma ormai la linea scende in maniera quasi retta ed è vicina a quelli dell’anno scorso». Intanto inizia la diffusione delle mascherine per provincia, circa 3 milioni, di cui 370 mila destinate in prima battuta a Brescia. In tutto «300mila mascherine a partire da domani, grazie ad un accordo fatto con Federfarma, saranno in tutte le farmacie della Lombardia, e la distribuzione sarà gratuita», ha spiegato l’assessore alla protezione civile di Regione Lombardia, Pietro Foroni. «ALTRE TRE MILIONI saranno distribuite grazie all’autosufficienza raggiunta dalla Regione con alcune aziende che le produrranno per i lombardi e non solo - ha precisato Simona Tironi, vice presidente della commissione sanità della regione Lombardia -. La distribuzione sarà attraverso volontari di protezione civile negli alimentari, supermarket, edicole, tabaccherie, in posta e banca. Si tratterà di un aiuto a coloro che non li hanno ancora trovate e la farmacia potrà darle alle persone più fragili». Le mascherine sono una misura fondamentale: sono stati seguiti i consigli degli esperti, ovvero quelli di coprirsi naso e bocca. L’assessore al Bilancio della Regione Lombardia, Davide Caparini, ha poi rilanciato: «Anche a New York il governatore le ha rese obbligatorie, addirittura nel Texas vengono puniti coloro che non si coprono naso e bocca con una multa molto alta. In Lombardia le mascherine le stiamo distribuendo: c’è un piano organizzato dalla protezione civile lombarda». Tutto mentre Mariastella Gelmini, capogruppo alla Camera di Forza Italia, ha invitato i partiti a lavorare trasversalmente per uscire dalla crisi sanitaria. «Nuova cabina di regia governo-opposizioni. Anche oggi chiederemo aiuti più consistenti per famiglie, imprese, lavoratori - ha precisato Gelmini -. L’Italia non può morire di coronavirus, ma neanche di fame. Superata l’emergenza dovremo ripartire. Per farlo, bisogna dare subito una prospettiva al Paese». • Giuseppe.spatola@bresciaoggi.it

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