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26.11.2020 Tags: Brescia

Brescia si candida
a capitale verde
d’Europa

La Commissione Europea valuterà qualità dell’aria, gestione dei rifiuti,  consumo di suolo e altri parametri
La Commissione Europea valuterà qualità dell’aria, gestione dei rifiuti, consumo di suolo e altri parametri

La città che fu patria del tondino e dell’industria pesante punta a diventare la realtà urbana più ecosostenibile del vecchio continente. Brescia asseconda la sfida del cambiamento e concorre al titolo di European Green Capital 2024. Forte dei risultati raggiunti negli ultimi anni, il Comune ha deciso di percorrere fino in fondo la strada della metamorfosi «verde» candidandosi al concorso sovranazionale indetto dalla Commissione europea e rivolto ai centri abitati con più di 100mila residenti che si impegnano a favore di misure e politiche più sostenibili. IL PROCESSO di selezione, anche alla luce del numero e dell’entità degli sfidanti, sarà piuttosto rigoroso, ma in palio c’è un premio del valore di 600mila euro: cifra che l’amministrazione vincente userà per dare continuità agli interventi intrapresi e per finanziare nuovi progetti virtuosi. I criteri di valutazione terranno conto di dodici indicatori ambientali - qualità dell’aria e dell’acqua, rumore, gestione dei rifiuti, prevenzione del consumo di suolo, salvaguardia della natura e della biodiversità, crescita del verde e innovazione ecologica, mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento ad essi, mobilità urbana, rendimento energetico e governance - e di una presentazione dettagliata in cui dovranno figurare le condizioni di fatto, i traguardi raggiunti negli ultimi 5-10 anni, gli obiettivi a breve e lungo termine e le strategie. Alla seconda fase potranno accedere di norma soltanto tre finaliste, le quali avranno modo di presentare i piani d’azione in sede europea e saranno poi giudicate da una giuria internazionale. Materiali dovranno partire dagli uffici della Loggia e giungere ai tavoli di Bruxelles entro l’autunno 2021: il verdetto sarà reso noto nel 2022. La Leonessa mira pertanto a raccogliere l’illustre eredità di centri del calibro di Oslo, Stoccolma, Bristol, Nantes e Lubiana, e di una realtà molto più simile per contesto urbanistico e passato produttivo quale Torino. «Tanto è stato fatto o è in dirittura di arrivo, basti pensare alla cogenerazione che consentirà di ridurre le emissioni di CO2, al piano di decarbonizzazione, al sistema di teleriscaldamento, alla differenziazione dei rifiuti e a un Pgt finalizzato al recupero delle superfici esistenti», ha sottolineato l’assessore all’Ambiente Miriam Cominelli. All’orizzonte si profila l’impegno per la riduzione delle fonti inquinanti, l’avvio di un dialogo costruttivo con le realtà industriali, la depurazione delle acque, il contrasto alla dispersione idrica. Un aiuto importante sarà offerto dai partner accademici e imprenditoriali che hanno di recente sottoscritto l’accordo per la creazione del Centro Sviluppo Sostenibilità: l’Università degli Studi, la Camera di Commercio, Confindustria Brescia, il Gruppo A2A, Fondazione Cab. «Non cerchiamo la vittoria a tutti i costi - precisa il sindaco Emilio Del Bono -, ma vogliamo entrare in una rete virtuosa di scambi e conoscenze, mettere in luce il valore del metodo adottato e premiare gli sforzi fatti per risolvere le criticità ambientali, ispirati da un desiderio collettivo di reazione e trasformazione. Anziché rappresentare un fardello, le ferite prodotte dall’inquinamento ci hanno spinto a ripensare i luoghi di vita e mettere al centro il benessere delle persone. Non si possono però calare decisioni dall’alto, serve coinvolgimento diretto dei cittadini, della ricerca scientifica e del sistema produttivo». •

Davide Vitacca
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