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18.08.2019

Brescia tra le capitali del vintage e dell’usato

Brescia si conferma tra le città più «in» per quello che riguarda usato e vintage
Brescia si conferma tra le città più «in» per quello che riguarda usato e vintage

Vintage è bello, anche a Brescia. Perché aiuta l’ambiente, prolunga la vita dei nostri oggetti, (spesso) costa meno, o semplicemente perché è di moda. La Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi ha contato le imprese attive nel 2019 che si occupano del riciclo dell’usato e le ha confrontate con quelle dell’anno precedente e di cinque anni fa (2014). Brescia, e la Lombardia, si sono dimostrate territorio fertile per gli amanti del riuso selvaggio, del vintage e del seconda mano. Nella nostra provincia si contano 73 imprese attive nel settore dell’usato (pari a quasi tutte quelle del Friuli-Venezia Giulia, 75): una nel commercio dei libri, 33 negozi di arredamento e oggetti di antiquariato, 27 di abbigliamento usato, 4 case d’asta al dettaglio e altre 8 generiche che racchiudono più categorie. Un numero considerevole ma in leggero calo rispetto all’anno scorso, quando a Brescia e provincia se ne contavano 77 (-5,2%). Numeri però che non devono trarre in inganno: nel Bresciano sono calate le imprese negli ultimi dodici mesi, ma è aumentato il numero degli addetti che è passato da 116 a 129 (+11,2%), segno che le aziende rimaste sono in salute e hanno addirittura la forza di assumere. Se si guarda ancora un po’ più indietro, al 2014, l’incremento occupazionale è addirittura di oltre il 27% (101 addetti). IN LOMBARDIA gli addetti sono 1.300 circa, + 9% rispetto al 2018, e in Italia superano quota 6mila, +17% solo negli ultimi dodici mesi. Brescia è la seconda provincia lombarda per numero di attività: la metà delle imprese della Lombardia (609) è concentrata a Milano, che con le sue quasi 300 attività si conferma capitale della moda vintage assieme a Roma che ne ha 410. Nella classifica nazionale, la nostra provincia è al settimo posto dietro a Roma, Milano, Torino, Napoli, Firenze e Genova. Per trovare un’altra lombarda nei primi venti posti bisogna scendere all’undicesimo dove si trova Bergamo con 55 imprese dell’usato. Considerando la classifica regionale, la più dinamica è la Lombardia (609 imprese attive), seguita dal Lazio (482, di cui 410 solo a Roma), Toscana (414) e Piemonte (338). All’ultimo posto c’è il Molise con 8 attività, tallonato da Valle d’Aosta (10) e Basilicata (17), che però è la regione col più alto incremento (+ 21,4%) di imprese rispetto a cinque anni fa. In generale, il settore del riciclo e riuso è in costante movimento a livello nazionale e gli ultimi 5 anni hanno fatto segnare incrementi significativi soprattutto al Sud per province come Teramo, Potenza, Como, Lecco e Terni, con aumenti del numero di attività superiori al 75%. «La valorizzazione dell’usato di qualità rappresenta un ritorno al passato e spesso premia il recupero di alta qualità realizzato in modo artigianale» ha commentato Marco Accornero, della Camera di commercio di Milano. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvana Salvadori
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