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01.06.2020 Tags: Brescia

«Bulli e baby gang
a Sanpolino
Un’emergenza annunciata»

Aggressioni e rapine a minori: il fenomeno ha subito un’escalation
Aggressioni e rapine a minori: il fenomeno ha subito un’escalation

«A Sanpolino mancano punti di riferimento per gli adolescenti: un paradosso, per il quartiere con l’età media più bassa di tutta la città. Molti ragazzi sono lasciati allo sbando e questo crea problemi di convivenza sociale». Mattia De Tursi, presidente del Consiglio di quartiere, interviene così in merito all’escalation del fenomeno delle «baby gang» in azione in alcuni quartieri della zona est della città. «ANCHE SE NON parlerei di baby gang, i problemi ci sono e già li avevamo messi in preventivo negli anni scorsi, segnalandoli più volte anche alle forze dell’ordine che hanno aumentato i controlli e all’amministrazione comunale – prosegue De Tursi -. Oltre alla repressione, chiediamo soprattutto di agire in maniera preventiva». La situazione, secondo il giovane presidente del Cdq (ha 25 anni) ricorda quella di altri quartieri della città, che nei decenni passati hanno vissuto una situazione simile: il riferimento è alle Torri di San Polo o a Casazza degli anni Novanta. «BISOGNAVA AGIRE prima: le politiche giovanili sono praticamente inesistenti, nonostante molti giovani si fossero candidati nel corso dell’ultima campagna elettorale e avessero lanciato numerose proposte», sottolinea De Tursi, che figurava in una delle liste a sostegno di Emilio Del Bono nel 2018. Ma mancano anche alcuni presidi di sicurezza, soprattutto in una delle zone più critiche del quartiere, ossia il parchetto di via Levi Sandri, teatro di uno delle rapine ai danni di minori. «Chiediamo da tempo telecamere e un potenziamento dell’illuminazione, ci sono esposti e raccolte di firme per la rimozione dei giochi, perché i ragazzi di sera si ritrovano e fanno casino – spiega De Tursi -. A volte, qualcuno si ferma anche a dormirci». Altri due luoghi «difficili» notte sono piazzetta Ragni – in gruppi di 30-40 ragazzi, provenienti anche da San Polo– e corso Bazoli, vicino alla metropolitana. «Abbiamo individuato da tempo piccoli gruppi di bulletti, che controllano la zona in stile mafioso – sottolinea il presidente del Cdq -. Molti fanno parte di famiglie che abitano nelle case Aler e che vivono situazioni di disagio profondo». IL PROBLEMA è che, a Sanpolino, nessuno riesce ad intercettare gli adolescenti: esiste il «Punto incontro Young», dedicato soprattutto ai bambini fino ai 10 anni, ci sono molte cooperative, ma «nessuna iniziativa per gli adolescenti: servirebbe un grande lavoro da parte di realtà come Il Calabrone, per creare qualcosa per i ragazzi più grandi». Negli anni, si è affievolito il riferimento delle Suore operaie, che nei primi anni di vita di Sanpolino avevano creato un legame forte tra i giovanissimi: «Eravamo un bel gruppo e venivamo coinvolti in molte iniziative, ma purtroppo oggi non ci sono più alcune delle figure di riferimento di un tempo - conclude De Tursi -. C’è una grande differenza nell’educazione, oggi siamo allo sbando: così non può esserci futuro per un quartiere che conta oltre 400 adolescenti e in cui le molte famiglie giovani fanno presagire un loro aumento». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Manuel Venturi
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