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08.08.2020 Tags: Brescia

Caffaro, corsa contro il tempo per realizzare le bonifiche

Giorni decisivi per il futuro dei lavoratori Caffaro
Giorni decisivi per il futuro dei lavoratori Caffaro

Si è tenuto ieri l’incontro richiesto dai sindacati territoriali con il Comune di Brescia in merito alla vertenza Caffaro Brescia Srl. Un incontro si può dire interlocutorio in cui ognuna delle parti ha rappresentato le proprie preoccupazioni dopo la recente svolta che ha preso la vicenda dello stabilimento, che potrebbe essere abbandonato dall’azienda prima di quanto era stato ipotizzato. Con le possibili temute ricadute dei rischi ambientali. Un confronto al quale hanno partecipato l’assessore comunale all’Ambiente Miriam Cominelli, il direttore generale Giandomenico Brambilla e la dirigente del settore Ambiente, Daria Rossi. La delegazione sindacale, composta dai rappresentanti della Cgil e della Cisl di Brescia, ha espresso i timori e le richieste emerse in queste settimane, le stesse che sono state discusse nelle assemblee dei lavoratori Caffaro Brescia. DOPO LA SENTENZA del Tar che ha disposto il fermo della produzione di clorato, sono altissime le preoccupazioni in merito al futuro dei 54 lavoratori attualmente in forza nello stabilimento. L’azienda, come noto da qualche settimana, ha manifestato la volontà di interrompere la produzione e di iniziare con la dismissione del sito produttivo. Questa decisione porta a una accelerazione drammatica dei tempi della fine attività che - indicativamente - non avrebbe dovuto arrivare prima dell’avvio delle operazioni di bonifica del sito. Il Comune ha comunicato che il Progetto operativo di bonifica (Pob) dovrebbe essere deliberato entro agosto, dopodiché avrà quindi inizio il lungo processo di bonifica (piano esecutivo e bando di gara). I SINDACATI hanno immediatamente aperto un tavolo di confronto con l’azienda e inviato la richiesta al Mise per trovare soluzioni di continuità lavorativa con eventuale utilizzo di ammortizzatori sociali, richiamando quindi Caffaro Brescia alla responsabilità sociale dell'impresa. Al Comune sono state evidenziate le preoccupazioni per la ricaduta sociale e occupazionale, e per la sicurezza e il presidio del sito. A generare particolare allarme è il problema che, se Caffaro andasse via prima dell’avvio della bonifica, nel sito Sin verrebbe meno quella presenza di controllo e di presidio di sicurezza che i lavoratori Caffaro Brescia hanno svolto in tutti questi anni. Ricordiamo che Caffaro Brescia produce ipoclorito di sodio (esempio, disinfettante per acquedotti) oltre, ovviamente, al problema dell’emungimento dell’acqua per la salvaguardia della falda. Al Comune è stata chiesta inoltre la disponibilità per trovare insieme soluzioni a sostegno dei lavoratori, si è quindi concordato l’avvio di un tavolo di interlocuzione per affrontare la questione occupazionale e della sicurezza del sito. Per la Filctem Cgil la questione Caffaro non può ricadere sulle spalle di 54 famiglie: in questa difficile vertenza, che vede un territorio violato e martoriato ed una bonifica che forse finalmente si avvicina, rischierebbero di pagare con la perdita dell’occupazione quello che non è di loro responsabilità, mentre i colpevoli di questo disastro non rispondono di quello che hanno fatto. «Restiamo in attesa della convocazione al Mise - sottolineano i sindacati - e di ricevere risposte in merito al futuro dei lavoratori da parte dell’azienda, del Comune e del Ministero dell’Ambiente». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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