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16.10.2019

Caffaro, dopo lo
stop l’azienda
pensa al ricorso

Alla Caffaro a causa dell’individuazione di cromo esavalente è stata sospesa la produzione
Alla Caffaro a causa dell’individuazione di cromo esavalente è stata sospesa la produzione

L’attività produttiva è sospesa e Caffaro Brescia-Chimica Fedeli ha tempo 60 giorni per ottemperare alle richieste della Provincia, che lunedì ha sospeso l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia). Ma i 54 dipendenti dell’azienda continueranno a presentarsi in via Milano secondo i loro turni per continuare le operazioni di emungimento e impedire che la falda si alzi, per sorvegliare gli impianti di produzione di clorito bloccati dalla Provincia, per continuare la «vigilanza attiva», compatibilmente con le procedure di liquidazione come fanno da nove anni, sugli impianti dismessi della vecchia Caffaro spa e impedire che peggiorino. Continueranno a svolgere il loro lavoro, dunque, e a percepire il salario senza ricorrere a ferie forzate o altro. Il tutto in attesa che proprietà e Provincia arrivino a una soluzione. Solo se i tempi dovessero allungarsi – precisano i sindacati – si dovrebbero cercare altre soluzioni. Una soluzione a breve, tuttavia, per ora è difficile da immaginare, anche se qualcosa si muove. Il direttore generale dell’azienda Alessandro Francesconi annuncia una conferenza stampa per stamattina e anticipa che «di fronte all’ordinanza della Provincia si entrerà nel merito non solo tecnico ma anche legale». Come a dire che si sta valutando l’opportunità di ricorrere contro il provvedimento di sospensione Aia. In serata, poi, è filtrata la notizia di un incontro alle 9 sempre di stamattina tra lo stesso Francesconi e la direzione provinciale dei Servizi ambientali. D’altra parte il Broletto, con il consigliere Guido Galperti che ha delega all’Ambiente, precisa che la sospensione nasce «dal rapporto Arpa di fine agosto che, dopo diversi sopralluoghi e la certificazione della presenza di cromo esavalente in alcuni serbatoi, ci ha indotto a non restare indifferenti e a diffidare l’azienda ai primi di settembre perché rimuovesse i rifiuti tossici». Da allora, però, «sono passati circa 40 giorni senza che avessimo alcun riscontro da parte di Caffaro Brescia – continua Galperti – e per far fronte a una questione importante per la salute pubblica abbiamo deciso di sospendere l’Aia». Con la precisazione che si tratta «non di revoca, bensì di sospensione per 60 giorni, durante i quali l’azienda può ottemperare all’obbligo». Dopodiché, a seguito di certificazione della rimozione, «l’Aia verrà ripristinata». In Provincia, tuttavia, non si sono limitati a questo. Galperti precisa che è stato trovato mercurio, e «abbiamo proceduto a individuare i responsabili tanto nella Caffaro Brescia-Chimica Fedeli che nella vecchia Caffaro spa, imponendo la bonifica». Intanto ieri mattina i lavoratori si sono riuniti in assemblea con i sindacati. A conclusione Patrizia Moneghini di Filctem-Cgil e Rino De Troia di Femca-Cisl precisano, in merito alla chiusura del reparto cloro/soda (fermo dal ’98, dov’è stato trovato il mercurio) e del gas dal suolo, di aver avuto buone assicurazioni dall’azienda. «CI È STATO anticipato che dai risultati delle analisi effettuate all’interno nelle 22 postazioni nelle quali opera il personale non emerge rischio per la salute». E precisano pure che verifiche e controlli sui lavoratori «vengono effettuate periodicamente, e non trovano riscontro alcune notizie di pericolosità comparse sugli organi di stampa». Soprattutto, sindacati e personale tengono a sottolineare che in via Milano si produce «esclusivamente clorito di sodio in soluzione, utilizzato principalmente per la potabilizzazione delle acque degli acquedotti». Quanto al clorato, «non si produce ma è solo il primo step della produzione di clorito». E sulla vicenda intervengono pure i consiglieri di Fratelli d’Italia in Loggia Gianpaolo Natali e Gianfranco Acri per chiedere la «convocazione urgente di una commissione ad hoc nella quale il sindaco Emilio Del Bono e l’assessore all’Ambiente Miriam Cominelli diano spiegazioni sul reale stato delle cose». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mimmo Varone
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