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29.10.2020 Tags: Brescia

Caffaro, ecco
il piano di
interventi e risorse

Una veduta degli impianti della Caffaro. Via libera all’accordo di programma
Una veduta degli impianti della Caffaro. Via libera all’accordo di programma

La giunta comunale ha dato ieri il via libera al nuovo accordo di programma che dettaglia gli interventi e le competenze per il risanamento delle aree del Sito di interesse nazionale Brescia Caffaro. Tra i punti salienti dell’intesa, che dovrà essere poi siglata anche dagli altri enti (oltre al Ministero e al commissario Regione, Provincia e Comuni di Castegnato e Passirano), c’è la definizione della disponibilità economica: 80,5 milioni di euro oltre ai quasi 6 già liquidati o in via di liquidazione per gli interventi messi in campo finora (bonifica delle rogge, parco PassoGavia, risanamento del campo Calvesi e ciclabile di via Sorbana e via dicendo) e oltre 70 milioni per il risanamento dell’area all’interno dello stabilimento Caffaro. L’accordo chiarisce anche che all’interno delle risorse già contenute nell’accordo, è compreso il finanziamento di «eventuali interventi in via sostitutiva urgenti da anticipare rispetto all'intervento sulla falda previsto dal Piano operativo di bonifica, necessari per garantire il mantenimento del barrieramento idraulico». UN PASSAGGIO importante dopo il recente annuncio di Caffaro Brescia, che opera nello stabilimento di via Milano, di voler chiudere i battenti a marzo. L’azienda, come è noto, garantisce il pompaggio di 10 milioni di metri cubi di acqua evitando l’innalzamento della falda e lo spandimento dei veleni. Chi se ne occuperà, dopo il trasloco? «L’accordo di programma - chiarisce l’assessore all’Ambiente Miriam Cominelli, affiancata dai tecnici Susi Canti e Daria Rossi - prevede l’anticipo delle azioni necessarie per il barrieramento idraulico». «In questo momento - aggiunge il sindaco Emilio Del Bono - spetta all’affittuario e in futuro spetterà al Sin garantire il pompaggio. Le risorse vanno trovate dentro la disponibilità del Sin. Non verrà messa a rischio la falda. Se non a marzo, una volta che quell’area diventerà un cantiere non sarebbe possibile comunque la convivenza con l’attività produttiva». C’è poi il tema occupazionale (54 i lavoratori a rischio) su cui la Loggia garantisce attenzione: «Abbiamo istituito un tavolo con i rappresentanti Caffaro, insieme al collega Fenaroli stiamo dialogando per capire come possiamo, con le nostre competenze aiutare». L’Accordo di programma chiarisce anche le competenze, si diceva. «Il responsabile unico dell’attuazione è il commissario il cui incarico scadrà ai primi di maggio - spiega il sindaco -; qualora non ci sia più una gestione commissariale responsabile diventa la Regione. Il Comune da sempre è soggetto attuatore delle bonifiche con le gare. L’Accordo del programma chiarisce che può continuare ad esserlo, ma nei limiti delle risorse finanziarie stanziate» L’intesa tra gli enti aggiorna quella siglata nel 2013. «Allora le risorse a disposizione erano 6,7 milioni di cui la maggioranza neanche spesi. Dal 2013 si è invertita la rotta, avviando un dialogo, con la nomina del commissario e poi incrementando gli stanziamenti fino ad 80.5 milioni - ha detto il sindaco -. Un enorme salto di qualità». L’iter del Piano operativo di bonifica approvato in settembre prosegue: Aecom dovrà ora sintetizzare il contenuto trasformandolo in uno studio di fattibilità tecnico economica da portare in approvazione (in teoria entro 2 mesi) al Provveditorato Opere Pubbliche. «I tempi di realizzazione non sono brevi - conclude il sindaco -, sono all’incirca di cinque anni per il primo step. Ma da subito per Brescia si avvertirà un’inversione radicale di tendenza. Ora finalmente siamo alla fase prodromica». •

Natalia Danesi
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