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17.10.2019

Caffaro, la Procura
apre due indagini
per l’inquinamento

L’interno della Caffaro: altri veleni fanno ancora paura
L’interno della Caffaro: altri veleni fanno ancora paura

Due fascioli aperti, un unioco reato contestato. Per il momento, fanno sapere fonti vicine agli inquirenti, contro ignoti. Sul nuovo caso Caffaro la procura di Brescia si è messa al lavoro. Il sostituto Donato Greco ha aperto due fascicoli: uno relativo alla fuoriuscita di mercurio da tubi e impianti che ha portato al sequestro del capannone 24, l'altro invece è più recente ed è relativo alla presenza di esuberi di cromo esavalente. Il reato contestato è in entrambi i casi quello previsto dall’articolo 256 del cosiddetto Testo unico sull'ambiente: attività di gestione di rifiuti non autorizzata. Per il momento non ci sarebbero indagati.


QUALCOSA però potrebbe muoversi nelle prossime settimane. La procura sta infatti attendendo le relazioni di Arpa e Ats relative alla situazione dell’azienda a cui nelle scorse ore la provincia di Brescia ha sospeso o l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) bloccando di fatto l’attività della realtà produttiva di via Milano già tristemente nota alle cronache per gravissime questioni di inquinamento ambientale. Una volta ottenuta la relazione dei tecnici la procura potrebbe decidere di iniziare a sentire lavoratori e dirigenti dell’impianto produttivo. In procura restano quindi tutti molto abbottonati sulle mosse più immediate. «Si lavora - tagliano corto gli inquirenti - Attendiamo le relazioni poi vedremo il da farsi». Le due attività di indagine riguardano in un caso ciò che accade all’interno del Sin Caffaro, l’area contaminata nelle acque superficiali, sotterranee e nel suolo da pcb, diossine, furani e altri metalli pesanti presenti nella torica attività della Caffaro. L’altro percorso di indagine riguarderebbe invece l’attività della nuova realtà industriale su cui il lavoro degli inquirenti cerca di fare luce.


I NUOVI PROBLEMI per il sito di via Milano sono iniziati nel corso dell’estate. Una relazione dell’Arpa datata 19 agosto aveva sottolineato la fuoriuscita di mercurio dall’impianto. Ciò avrebbe provocato la morte di una colonia di gatti che di fatto ha fatto scattare il sequestro della procura. È solo di qualche giorno fa invece la grana «cromo esavalente». Secondo l’Arpa e la Provincia l’azienda avrebbe dovuto mettere mano alle quattro cisterne che contengono cromo esavalente. Di queste una ha alcune crepe da un paio di anni. L’intervento di manutenzione non è però stato messo in campo, l'attuale proprietà ritiene che i lavori debbano essere a carico di chi li ha preceduti, e così la Provincia ha sospeso l’attività in attesa del nuovo piano di messa in sicurezza e di caratterizzazioni.

Paolo Cittadini
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