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18.09.2020 Tags: Brescia

Caionvico, cala
la saracinesca
al Bar della Piazza

Dopo 17 anni di gestione, da domenica saracinesca abbassata al «Bar della Piazza» di  Caionvico
Dopo 17 anni di gestione, da domenica saracinesca abbassata al «Bar della Piazza» di Caionvico

Caionvico perde un altro pezzo. L’ultimo. Sperando che non sia per sempre. Dopo 17 anni di gestione, domenica chiuderà il «Bar della Piazza», l’ultima attività commerciale rimasta aperta nel cuore storico del quartiere ad est della città, che vede così sparire l’ultimo punto di riferimento per decine di residenti, che qui si fermano ogni mattina per comprare il giornale, bere il caffè, scambiare quattro chiacchiere prima di iniziare la giornata, fare l’aperitivo. «È STATA un’esperienza bellissima e ricca di soddisfazioni, ma anche molto faticosa: è tempo di cambiare», spiega Michele Savoldi, che gestisce il bar con la madre. Sabato ci sarà l’ultima festa notturna, domenica l’ultimo saluto ai clienti, affezionati da anni, che «già si commuovono all’idea che da lunedì non saremo più qui», commenta (altrettanto commossa) la madre del titolare. E pensare che, una volta, Caionvico era un borgo vivo. C’erano la sede del Dopolavoro con annessa bocciofila, il Circolo combattenti, il ristorante Gorni, l’osteria di Cesira, il bar Plona in via Rodone. E poi, botteghe, drogherie, latterie, fornerie, due parrucchieri, i fruttivendoli, una macelleria: un borgo che è andato progressivamente spegnendosi e che ora perde l’ultimo baluardo. Il bar, infatti, è aperto dagli anni Venti: nei decenni ha cambiato più volte nome e gestione, ha avuto periodi di chiusura ma è sempre ripartito. Dopo 17 anni (e alcune scelte coraggiose, come la rinuncia alle slot machine più di dieci anni fa e la messa al bando della plastica, con lattine d’acqua al posto delle bottigliette lo scorso anno), Michele Salvoldi ha detto «stop»: la speranza è che qualcuno subentri ai vecchi gestori e «c’è chi si è già fatto avanti per chiedere informazioni, anche se non c’è ancora nulla di concreto – spiegano gli attuali titolari -. Le difficoltà non mancano, ma il giro di clienti affezionati c’è». Tutta gente del quartiere, che prima di andare al cimitero o al lavoro passa dal «Bar della Piazza» per un caffè, ma soprattutto per un saluto, perché il rapporto amichevole con i Savoldi viene prima di tutto. Senza dimenticare i tanti che salgono verso il Mascheda per le arrampicate e che spesso si fermano qui per rifocillarsi: «Ci dispiace soprattutto per i clienti abituali, ci spiace non poter vedere più i ragazzini che, da sempre, si fermano alla panchina della piazzetta. Abbiamo visto intere generazioni passare davanti alla nostra porta». DA LUNEDÌ, la serranda resterà tristemente abbassata e questo potrebbe avere anche ricadute sulle bancarelle che in settimana stazionano nella piazzetta prospiciente: senza il normale afflusso al bar, i clienti potrebbero diminuire e qualcuno potrebbe rinunciare a un appuntamento prezioso per gli anziani, che in assenza di un negozio di alimentari hanno ritrovato nelle bancarelle di frutta, verdura e formaggi il loro negoziante di fiducia. «Ma speriamo che non accada e che l’interesse che alcuni hanno mostrato verso il bar si concretizzi – chiosano gli attuali gestori -. È stata una bella avventura: ringraziamo i nostri clienti, ma è ora di dire basta». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Manuel Venturi
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