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22.08.2019

Campo da baseball,
dubbi anche
sul 2020

Veduta aerea del campo da baseball inserito nel campus dell’Università statale: si disputano le gare del Cus Brescia  FOTOLIVE
Veduta aerea del campo da baseball inserito nel campus dell’Università statale: si disputano le gare del Cus Brescia FOTOLIVE

Il campionato dell’Ecotherm Cus Brescia Baseball volge ormai al termine e il diamante di via Branze non verrà più utilizzato per partite ufficiali della formazione che milita in Serie A2. Il problema delle recinzioni insufficienti a contenere i fuoricampo per quest’anno può dirsi risolto, ma nubi alquanto dense sembrano già avvicinarsi in vista della nuova stagione. Il movimento delle mazze bresciane si trova dunque stretto tra le incognite che riserva il futuro e le grandi speranze per una soluzione definitiva all’annoso problema dell’impianto di baseball cittadino. Riassumendo in breve le puntate precedenti, l’area di via Branze, dove ora sorge il diamante, verrà presto edificata dall’Università Statale che ha l’esigenza di un ampliamento degli ambienti necessari alla didattica. Questa, infatti, era la destinazione originaria del terreno, trasformato poi nel tempo nel campo di baseball. Ora che la necessità di nuovi ambienti per gli studenti si è manifestata, l’erba e la sabbia rossa dovranno pertanto lasciare il posto alle nuove aule. Un’operazione che dovrebbe realizzarsi nei prossimi 18-24 mesi. E allora la domanda più naturale è quella di capire che fine farà il campo. DURANTE la conferenza di presentazione della stagione, furono proprio il rettore Maurizio Tira e il sindaco Emilio Del Bono a rassicurare gli appassionati e i praticanti di questa disciplina. I due, però, non avevano offerto nell’occasione delle soluzioni concrete limitandosi alla promessa di tornare a parlarsi. Ma per come stanno le cose attualmente, a rischio potrebbe esserci anche la prossima stagione. «Io sono ottimista per natura e dall’Università ci hanno garantito che la stagione del 2020 la giocheremo ancora in questo impianto – ammette Stefano Sbardolini, presidente de facto della sezione baseball del Cus Brescia -. Ma per giocare sul nostro campo sarà necessario trovare una soluzione strutturale, posizionando delle reti più alte per evitare che i fuoricampo possano invadere il territorio dei due collegi Lucchini e Valotti. Per disputare le ultime due partite abbiamo presidiato il confine del campo, chiudendo le aree adiacenti, grazie ai nostri volontari, per evitare che qualche pallina potesse colpire chi frequentava quella zona. Ma non è una soluzione riproponibile per un’intera stagione. Sono necessarie reti più alte, che però hanno dei costi e, sinceramente, capisco che all’Università possa risultare indigesto un investimento di qualche migliaio di euro per un campo a scadenza». AD AGGRAVARE la situazione, poi, ci si è messo l’uragano del 2 agosto, che ha piegato i pali delle reti anche su via Branze, andando a ridurre le protezioni anche su quel lato del campo. Insomma, sembra piovere sul bagnato. «Sono in attesa, al termine delle ferie agostane, di avere notizie sia per il breve e che per il lungo termine, sperando si trovi una soluzione che ci possa garantire di disputare la nostra ottava stagione in A, ma non solo – conclude Sbardolini -. Non si può dimenticare che il nostro movimento coinvolge circa 400 tesserati, contando le squadre giovanili e che i frutti del nostro lavoro si vedono attraverso le numerose convocazioni nelle rappresentative nazionali di categoria. Ci siamo da 30 anni, ci piacerebbe continuare a fare quello che facciamo, magari in uno spazio più adeguato, in un’area poco abitata e che ci consenta spazi per crescere e creare anche una struttura, magari un pallone, per le attività invernali. Una soluzione potrebbe essere San Polo, dove ci sarebbero gli spazi per realizzare una struttura con queste caratteristiche, ma per ora resta solamente un sogno ad occhi aperti». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabrizio Vertua
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