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16.10.2019

Carabinieri tra
i cittadini:
«Parlate con noi»

I carabinieri invitano i bresciani ad aprirsi con loro: sarebbe un validissimo sostegno
I carabinieri invitano i bresciani ad aprirsi con loro: sarebbe un validissimo sostegno

Mostrarsi per riuscire a raccogliere: è con questa filosofia che i Carabinieri di Brescia hanno intrapreso, da circa un anno a questa parte, il progetto dei gruppi di ascolto. Si tratta di un’iniziativa che si estende a tutte le loro stazioni di città e provincia: l’obiettivo è incontrare adulti e agli anziani, dai quarant’anni in su, per conoscere più da vicino le problematiche del territorio grazie all’ascolto, appunto, delle loro richieste e osservazioni. A Darfo Boario Terme, ad esempio, il comandante della relativa stazione, il maresciallo maggiore Alfonso Guariglia, responsabile dei punti di ascolto di numerose frazioni, ha ricevuto risposte addirittura sorprendenti, con incontri che hanno riunito oltre cento persone. Una capillarità, quella raggiunta, che può contare oggi su quasi un centinaio di punti in cui i cittadini si riuniscono ed espongono ai militari tutto ciò che ritengono opportuno. UN MODO per stringere i rapporti tra il cittadino e le forze dell’ordine, ma non solo: «Anche le amministrazioni hanno raccolto con entusiasmo la nostra presenza – aggiunge il comandante della stazione di Manerbio Daniele Trevisani –, e in questo modo riusciamo a stringere i rapporti pure con gli amministratori e gli addetti agli uffici». Sono tante e differenti le questioni che sono emerse dagli incontri, svolti in genere una volta ogni due settimane: dagli schiamazzi notturni, ai furti, fino alle truffe e ai raggiri: «A Manerbio abbiamo notato una maggiore propensione dei cittadini a segnalare i comportamenti scorretti degli agenti promotori del libero mercato – fa notare Trevisani –, che, se sono troppo zelanti e poco onesti, rischiano di travalicare quel sottile filo che può portare al reato». La soluzione, quindi, oltre che ascoltare le richieste dei cittadini, è fornire loro consigli per prevenire tali situazioni: uno dei prossimi passi sarà proprio quello di dare sempre più indicazioni per far sì che non divengano vittime di reati. Come è successo ieri mattina al Villaggio Badia, con il comandante della stazione di San Faustino Alessandro Curcio che ha incontrato nella parrocchia del quartiere un gruppo di anziani. «Il vero bisogno che vediamo è quello dei cittadini di rivolgersi all’Arma – aggiunge il comandante provinciale dei Carabinieri di Brescia Gabriele Iemma –, sappiamo che a volte recarsi soli in caserma può incutere timore, perciò siamo noi che andiamo dal cittadino». Un’azione che si dispiega quasi a domicilio e che fornisce quindi grandi opportunità: «Per noi è l’occasione di acquisire informazioni che sono alla base del nostro lavoro – conclude il capitano della compagnia dei Carabinieri di Brescia Ermanno Soriano –, e sia in città, sia in provincia, aumentiamo il contatto diretto con la popolazione». •

Biancamaria Messineo
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