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17.09.2019

Carcere Verziano bis,
parte un nuovo
appello da Brescia

Procedure poco chiare e un iter estremamente lento. La cerimonia per i 202 anni del corpo di polizia penitenziaria ha riportato sotto i riflettori le preoccupazioni per l’iter del piano ampliamento del carcere di Verziano di cui ormai si parla da anni. Il contesto politico attuale, con il recente cambio di governo, ha dato il colpo di grazia ad un progetto che, come ha di recente denunciato Bresciaoggi, era già in stand by; ci si pensa fin dal 2012, ma da quel momento i fatti sono stati ben pochi. «LE VICENDE politiche recenti non hanno aiutato – conferma l’assessore alla Rigenerazione Urbana Valter Muchetti –, poi c’è stata la modifica al Pgt... insomma ci vorrà ancora del tempo». Il piano, che interessa un’area già individuata dal Comune di Brescia in un appezzamento agricolo a nord del carcere, consiste nello sviluppo di un ampliamento della struttura, iniziativa di competenza, però, del Ministero della Giustizia. «Non è un percorso facile – rimarca Muchetti –, stiamo aspettando da Roma che arrivi il progetto definitivo. Ma a questo punto ci vuole una sinergia tra le istituzioni e i ministeri, dobbiamo lavorare al superamento del Nero Fischione». Da parte del riconfermato ministro alla Giustizia Alfonso Bonafede e dall’ex alle Infrastrutture Danilo Toninelli a inizio estate non era ancora arrivata alcuna risposta: da qui l’appello della Funzione Pubblica della Cgil, che proprio in occasione delle celebrazioni di ieri, ha lanciato un appello a Bonafede, sollecitandolo a intervenire per superare questa situazione di stallo e rispondere così alla necessità di un ampliamento degli spazi a disposizione dei detenuti e del miglioramento delle condizioni lavorative del personale. L’invito del sindacato era rivolto anche al prefetto di Brescia Attilio Visconti e all’amministrazione stessa, impegnata ad acquisire i terreni a Verziano su cui costruire la nuova struttura, che verrebbero poi ceduti allo Stato in cambio di una porzione della ex caserma Randaccio: «Nella seconda metà di settembre faremo il punto della situazione – rivela l’assessore –, stiamo lavorando per avere una situazione più chiara». Ma pare ovvio che, senza riscontri, né indicazioni sullo stato dell’arte attuale (le ultime notizie certe risalgono al 2015, quando il ministero conferì l’incarico per la progettazione dei lavori, per un valore di 15,5 milioni di euro), non ci sia molto da fare: «Vedo una grande lentezza da parte del ministero delle Infrastrutture invitato alla progettazione esecutiva – rimarca il sindaco Emilio Del Bono –, siamo anche noi in grande apprensione e in attesa affinché la situazione si sblocchi. Noi siamo totalmente disponibili, ma la palla, in questo momento, passa ai ministeri». •

Biancamaria Messineo
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