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11.07.2020

Case, Brescia ritrova lo slancio: crescono le compravendite

Le compravendite  residenziali  nel Bresciano riprendono slancio
Le compravendite residenziali nel Bresciano riprendono slancio

A Brescia torna la voglia di casa. Cresce il numero delle transazioni e salgono anche i prezzi, anche se questi ultimi in maniera contenuta: se, nel 2019, in Lombardia le compravendite del mercato residenziale sono cresciute del 5,9% rispetto all’anno precedente, la provincia fa registrare un +6,8%, arrivando a quota 14.676. La città ha sfruttato il trend positivo, facendo lievitare del 13,3% in dodici mesi il numero delle compravendite (nel 2019 sono state 2.742) e, per quanto riguarda le superfici medie, Brescia è il Comune capoluogo in cui si vendono gli appartamenti più grandi (106,1 metri quadrati). In generale, è tutta la provincia a vedere un aumento delle Ntn (numero delle transizioni normalizzate): la percentuale maggiore è in Valle Sabbia, con un incremento del 13,6% di compravendite (anche se i volumi restano contenuti, con 579 transazioni), mentre la Valle Trompia è praticamente ferma, con un +0,4% sul 2018. MA LA PANDEMIA ha già rimesso in discussione il mercato: non tanto per i volumi, quanto per il tipo di richiesta. I bresciani, infatti, ora cercano abitazioni più grandi, con «sfoghi» verso l’esterno come giardini e terrazze e un maggior numero di stanze dove potersi dedicare al lavoro da casa o alla didattica a distanza, qualora fosse necessario. I dati sono contenuti nel «Listino del valore degli immobili», realizzato dalla Borsa immobiliare di Brescia: un lavoro che ha unito ProBrixia, l’azienda speciale della Camera di commercio e la stessa Cdc e che è stato realizzato subito dopo la fine del lockdown. «Il territorio conferma la sua vivacità: la pianura è l’area con il maggior numero di transazioni, 3.430 (il 23,4% del totale), seguita da Lago di Garda e Valtenesi, con 2.677 compravendite che corrispondono al 18,2% del totale bresciano», ha notato Giovanna Prandini, presidente di ProBrixia. In città, invece, le zone più vivaci sono state Via Veneto, via Crocifissa, Ospedale e Mompiano, con 355 transazioni, mentre in termini percentuali emergono il centro storico, con un +71,2% (con richieste soprattutto per attici e ampi terrazzi) sul 2018 e nelle zone di San Bartolomeo, Casazza e Villaggio Prealpino (+49%). «Sono dati incoraggianti e il lockdown ha semplicemente posticipato le richieste, facendo nascere però nuove esigenze: i compratori vogliono maggiori superfici e sfoghi esterni, oltre ad un’attenzione sempre maggiore per la classe energetica – ha spiegato Gianbattista Quecchia, presidente del Comitato di Borsa -. È cambiato il modo di approcciarsi agli immobili: la prova è che più del 70% di nuovi appartamenti di classe superiore alla A sono stati venduti, mentre i meno performanti rimangono sul mercato». Anche per questo, nel listino è stato introdotto un nuovo parametro, riguardante l’incremento di valore per la riqualificazione degli immobili con più di 15 anni, per capire quanto possano incidere gli interventi sul valore di case e appartamenti: considerando la perdita di obsolescenza funzionale (Po, calcolata come la differenza tra il valore a nuovo e il valore di vetustà), gli interventi sul’involucro – tra cui isolamento termico e strutture disperdenti – valgono il 30% della Po, nuovi impianti di climatizzazione o che sfruttano l’energia rinnovabile sono il 20%, l’adeguamento sismico vale il 35% mentre altri interventi, come il cambio dei serramenti, l’ascensore o l’eliminazione delle barriere architettoniche incidono per il 15% del Po. «Nei prossimi anni, pensando all’usato ci troveremo di fronte ad immobili non originali ma più funzionali e questi indicatori servono per calcolarne il valore – ha spiegato Alberto Silvioli, operatore accreditato di Borsa e costruttore -. Per il nuovo, dovremo puntare su prodotti di altissima qualità, venderemo solo questi». Per quanto riguarda i valori del Listino, la pandemia si è riflessa in modo negativo sugli immobili industriali, commerciali e artigianali e «ci spaventano ancora l’autunno e l’inverno», ha commentato Demetrio Rossi, coordinatore del Comitato di listino immobiliare. Sul versante residenziale, invece, i numeri sono in rialzo, anche nel nuovo: «Abbastanza stabili in città, mentre sul lago di Garda aumentano di 250 euro al mq al Lido di Lonato, di 100 euro a Colombare, Moniga, Manerba, Soiano e Barcuzzi. In Franciacorta, crescono di 100 euro al metro quadro Montisola, Monticelli, Ome e Paderno». •

Manuel Venturi
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