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29.06.2020 Tags: Brescia

Castelli, della piscina di
Mompiano e tra le vie
del centro storico
Mascherine al parco
e in strada

Un bel dilemma: tenere la mascherina  o toglierla per la doccia?
Un bel dilemma: tenere la mascherina o toglierla per la doccia?

Domani è il giorno X: quello in cui in teoria potrebbe decadere l’obbligo di indossare all’aperto le mascherine, strumenti che sono stati preziosissimi per contenere la diffusione di questo Coronavirus che ha funestato i primi mesi del 2020. Poco prima di metà giugno arrivò la decisione del governatore della Lombardia Fontana che scelse di prorogare la necessità di usare le protezioni individuali anche «en plein air». Diverso il comportamento di altri presidenti di regioni limitrofe: tutte scelte che, se da un lato fotografano la diversità delle situazioni sanitarie, concorrono dall’altro a complicare il quadro dell’Italia «unita». In queste ore dovrebbe arrivare la nuova direttiva ed è probabile che l’obbligatorietà per i lombardi rimanga in vigore anche a luglio. Ma con il caldo e la voglia di leggerezza come si comporterà la città nei confronti dell’obbligo di mascherina? Con questo interrogativo ieri mattina Bresciaoggi tra le 10 e le 11 è stato a parco Castelli di Mompiano, per poi dirigersi nel centro città dell’orario post-messa e aperitivo. Alla fine la risposta, non esaustiva né generalizzabile a ogni contesto e a ogni situazione, è che tutto sommato i bresciani rispettino le regole, non tanto perché sentano la necessità come obbligo quanto per cautela. Perché, seppur in un periodo di minor emergenza sanitaria in cui la tensione si è un po’ allentata, siamo pur sempre nella regione più colpita d’Italia. «SARÀ PESANTE d’estate ma serve per vivere», ha dichiarato decisa Claudia Favagrossa, seduta al chiosco di Parco Castelli con un gruppo di amici: distanziati, tutti con la mascherina sebbene qualcuno con il naso scoperto. E il gruppetto concorda con l’amica: «Rispettiamo le regole, è un sacrificio utile». Spostandosi nella vicina area giochi si incrociano papà che spingono le altalene, mamme che osservano i piccoli, famigliole sedute nell’erba. Tutti gli adulti con mascherina appresso e chi l’ha tolta, perché circondato da congiunti, la indossa non appena ci avviciniamo per rivolgere il nostro interrogativo iniziale: «All’aperto non serve, non ha senso - è convinto Luca Beccalossi - chi la porta sul mento fa ridere, ricorda chi si allacciava la cintura di sicurezza dell’automobile solo quando vedeva la polizia»; la moglie Paola osserva l’assurdità «delle regole diverse tra regioni» ma ammette l’importanza «di indossare la mascherina al chiuso, ancora oggi». Elisabetta ha una mascherina a fiori che indossa quando ci apprestiamo a raggiungerla mentre spinge il passeggino: «È utile sempre, nei luoghi chiusi indispensabile, anche per i bambini; se si dovrà portare anche tutta estate: pazienza». Chi prende il sole o legge il giornale in solitaria non la indossa, così come chi passeggia o fa un po’ di sport, sebbene qualcuno, in prevalenza anziani, la porti su naso e bocca anche camminando sui sentieri del parco. Dopo un’oretta ci dirigiamo verso il centro, passando davanti alla piscina di Mompiano con la gente in coda per entrare: chi non indossa la mascherina cerca di mantenere le distanze, così come non la porta sul viso chi è all’interno, con persone lontane dalla propria salvietta stesa nei pressi delle vasche. TRA LE VIE cittadine la medesima situazione: chi è solo o con il cane magari abbassa la protezione scoprendo il naso, mentre chi è ai tavolini dei bar lascia libera anche la bocca. Piazza Loggia, piazza Duomo, il passeggio di corso Zanardelli e via X Giornate: l’idea è che un po’ in tutta la città, i bresciani, nativi ma anche i nuovi cittadini di origine straniera, abbiano sempre con sé, sul volto o quasi, o vicino al volto, la protezione. E i turisti? Se ne trovano per ora pochi per la verità, nei pressi dei luoghi classici delle visite, dal museo di Santa Giulia alla Pinacoteca Tosio Martinengo, dal Capitolium alle chiese monumentali. Forse i pochi non residenti nella limpida domenica di sole hanno preferito laghi e montagne. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Irene Panighetti
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