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19.06.2019

«Celacena» a Campo
Marte: la serata
in bianco fa il pienone

E per l’occasione non poteva mancare il selfie di gruppo tra amiche
E per l’occasione non poteva mancare il selfie di gruppo tra amiche

Ore otto meno dieci, tramonto su Campo Marte: gli unici colori a stemperare lo sciame bianco che sta per riversarsi nel parco sono quelli delle auto in coda nel traffico tipo ferragosto sulla Salerno-Reggio Calabria e i lampeggianti blu delle volanti della Polizia che provano a incanalarle fra colpi di clacson e maledizioni in dizionario multilingue dai finestrini. I puristi del total-white, comunque, non rinunciano a una candida carezza nemmeno in colonna. E la scelta rampante è obbligata: cabrio bianco. «Fa molto Miami». Vento umidiccio tra i capelli, braccio fuori, camicia (bianca) svolazzante, champagne ghiacciato e l’avventura può iniziare. Tutti gli altri a piedi. Oppure macchina parcheggiata a distanze siderali, e poi comunque a piedi. Belli profumati e zavorrati con tavoli, sedie, fiori, piatti, posate, decorazioni varie («vietate lanterne cinesi») e ovviamente fiumi di ottimo vino e quintali di ottimo cibo («severamente vietato cucinare sul luogo», ma ammesse anche pietanze non bianche). Per chi non l’avesse capito, #celacena. Anzi, c’era la cena. Ieri sera. Visto che a quest’ora Campo Marte è già tornato verde, perché «come in tutte le favole, la magia finisce poco prima di mezzanotte, senza lasciare traccia. Il modo di pensare di celacena è responsabile ed ecosostenibile, nel rispetto per l’ambiente».

 

QUEST’ANNO - settima edizione -, il tema era «neo-gipsy». Quindi, come da istruzioni per l’uso diffuse alla vigilia, «Wild soul, wild heart: vestite il vostro estro di bianco! Sandali, collane, bermuda, camicie over, talismani e lacci in tipico Coachella mood, effetti used per uno stile savage…». Personalizzabile, ça va sans dire. Nel mentre in Campo Marte (bucolica location svelata come al solito solo 24 ore prima dell’evento) sono gocciolate le nove e tutto è in ghingheri per il primo, bianchissimo brindisi. Lo ricorda anche il vocalist caricando le migliaia di teste in stereofonia: «Manca un minuto alla partenza ufficiale». Giusto il tempo di augurare «buon anniversario a Vanessa», «in bocca a lupo a Davide che per parte per il Lussemburgo» e cavalcando il funky-groove di Pharrell («Happy»: status d’animo dominante), la festa divampa. Nel malaugurato caso in cui ve la foste persa, nessun problema: proseguirà anche oggi sui social. Chissà cosa resterà invece del simposio alternativo in un’aiuola di via Ugo Foscolo (pace all’anima sua) eroicamente improvvisato da una compagnia di simpatiche ragazze di bianco vestite ma rimaste senza posto. Un ricordo sbiadito? Un selfie su Instagram (hashtag #celacena2019)? Un gran mal di testa? In ogni caso, sarà comunque troppo poco.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Elia Zupelli
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