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20.03.2019

Cellino-Crew: progetto
pagato, ma la
battaglia potrebbe continuare

Il vecchio  Rigamonti ospita le partite interne del Brescia CalcioIl presidente Massimo Cellino è stato chiamato a pagare il progetto
Il vecchio Rigamonti ospita le partite interne del Brescia CalcioIl presidente Massimo Cellino è stato chiamato a pagare il progetto

Massimo Cellino, presidente del Brescia Calcio, ha pagato allo studio Crew di Lamberto Cremonesi il progetto preliminare dello stadio. Ha evitato un pignoramento, liquidando gli architetti l’altro ieri. Un passaggio di denaro - diverse centinaia di migliaia di euro - che chiude la partita tra Crew e il numero uno della società di via Bazoli, ma solo quella relativa a quanto dovuto per il primo progetto di impianto. In realtà la partita è più complessa e potrebbe avere sviluppi ulteriori anche sul piano giudiziario. LO STUDIO CREW infatti era stato incaricato dalla vecchia proprietà del Brescia, quella per capirsi dell’era Sagramola e Triboldi, affinchè realizzasse un progetto di un impianto che non si limitasse alle dotazioni indispensabili per le gare sportive, ma corredato di limitati spazi commerciali. Questo incarico - a quanto ci risulta - non era solo per lo sviluppo del progetto preliminare, ma anche per gli altri step progettuali. Fino all’esecutivo. Il pagamento di quanto richiesto attraverso il decreto ingiuntivo definisce quindi solo una parte del rapporto tra la società calcistica e lo studio di Cremonesi, il cui partner da qualche mese sono le Ferrovie dello Stato. Non tutto. E’ dunque possibile che vi siano altri round tra Cremonesi e Cellino nel caso quest’ultimo decida di non realizzare più lo stadio, di realizzarlo sulla base di un altro progetto, di rimandare al mittente anche le prossime parcelle per le successive fasi progettuali legate al contratto ereditato comprando il Brescia. Alla fine il presidente arrivato dalla Sardegna via Inghilterra potrebbe dover sborsare altri e non pochi soldi per pagare danni su un progetto di stadio che non è quello che ha in testa lui. Ma perchè il pagamento per l’ingiunzione del tribunale è avvenuto così rapidamente? Diversamente da quanto era stato scritto da Bresciaoggi nei giorni scorsi, la causa era ad uno stadio più avanzato. Il ricorso proposto dagli avvocati di Cellino contro il decreto ingiuntivo era già stato respinto e quindi il presidente del Brescia non aveva 40 giorni ancora, ma doveva subito provvedere a quanto deciso dal giudice, pena un pignoramento. NEL FRATTEMPO la vicenda dello stadio dopo le molte parole e i tanti incontri delle scorse settimane vive una fase di stallo. In attesa che sia preparato il bando per la concessione del Rigamonti, prossimo alla scadenza. Tra sindaco e capigruppo di maggioranza e opposizione non ci sono in programma nuovi appuntamenti. Il prossimo potrebbe vedere la presenza degli australiani, secondo i desideri della Lega. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Eugenio Barboglio
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