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17.02.2019

Centinaio: «Una parte del Paese da difendere»

Sul palco del Grande i temi dell’ambiente italiano
Sul palco del Grande i temi dell’ambiente italiano

«Non dobbiamo abbandonare una parte fondamentale del nostro Paese che deve trovare il giusto equilibrio fra tradizione, sviluppo e recupero». Il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio ha inviato un messaggio con il suo pieno appoggio al progetto del Fai. Centinaio doveva essere a Brescia ieri, ma ha dovuto declinare l’invito perché si trova in Sardegna al tavolo con i pastori sardi. «E proprio da qui posso affermare che sono questi i custodi delle nostre terre, persone fiere, legate al lavoro, ai loro prodotti, alla famiglia, alle radici» ha scritto, ringraziando il Fondo per la sua azione e per il suo impegno per l’Italia. SALVARE i borghi dalla desertificazione, recuperare l’architettura montana, valorizzare i territori alti è un must anche per il ministro, «perché l’economia agricola contribuisce anche alla tenuta contro il dissesto idrogeologico» ha rimarcato il ministro, ricordando come il suo dicastero abbia introdotto il marchio del prodotto di montagna e abbia avviato un laboratorio per la difesa delle foreste che coprono 12 milioni di ettari, il 40 per cento dell’intero territorio italiano. Stimoli ad andare avanti sono arrivati anche da un documento del presidente Mattarella, da video dei ministri Erika Stefani, Barbara Lezzi e dall’ex ministro del Governo Monti, Fabrizio Barca. Sono arrivati dall’assessore regionale Stefano Bruno Galli, dal sindaco Emilio Del Bono, mentre Gian Battista Bischetti ha descritto Unimont, l’Università della montagna di Edolo, centro di formazione e ricerca che mira a creare esperti per il raggiungimento degli obiettivi stessi di salvaguardia del progetto Alpe. Disponibilità a collaborare è venuta da Marco Bussone, nuovo presidente di Uncem, l’Unione Comuni, Comunità, Enti Montani. Da lui la sottolineatura di come si possano coinvolgere contro lo spopolamento anche i nuovi italiani. «I nostri paesi sono stati i primi a dare accoglienza, a integrare chi arriva da lontano per cercare un futuro» ha sottolineato. Al progetto daranno il loro contributo, fra gli altri, Giuseppe Dadà di Ferrarelle spa e il bresciano Marco Nocivelli del Gruppo Epta, figlio dello scomparso imprenditore Luigi, per anni consigliere Fai, entrambi ieri sul palco del Grande. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

MA.BI.
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