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20.06.2019

Centri massaggi
Doppio sequestro
della Finanza

Uno dei due centri massaggi chiusi
Uno dei due centri massaggi chiusi

Con un semplice surplus di denaro il massaggio poteva trasformarsi anche in un rapporto sessuale. Ennesimo blitz delle forze dell’ordine all’interno dei centri massaggi gestiti da cittadini cinesi aperti un po' dappertutto in città. Questa volta a «firmare» l’intervento è stata la Guardia di Finanza di Brescia. Due le imprese entrate nel mirino e che al termine del controllo sono state costrette a chiudere. Entrambe si trovano in zone semicentrali del capoluogo: una lungo il ring e l’altra nel quartiere Don Bosco.

 

LE DUE ATTIVITÀ sono finite nei guai nel corso di una serie di controlli economici fatti dalla Finanza sul territorio. Quando la lente di ingrandimento delle Fiamme gialle si è posizionata sopra le due realtà del settore «del benessere del corpo» sono emerse le irregolarità. Secondo quanto accertato dai finanzieri, coordinati nella loro attività dalla procura di Brescia, all’interno dell’attività le ragazze si dedicavano più alla prostituzione che alla cura del corpo e dei dolori articolari dei clienti che a loro si rivolgevano. C’era un vero e proprio tariffario a seconda della prestazione richiesta alle ragazze che poi dovevano versare il denaro ricevuto a chi gestiva i centri massaggi. Una decina le ragazze coinvolte nei due anni di attività dei centri massaggi. Nulla di nuovo sotto il sole, così come non sono una novità i provvedimenti presi dalle forze dell’ordine. Ai due centri sono stati messi i sigilli, mentre per i titolari è scattata una denuncia per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

 

A CONFERMARE i sospetti degli inquirenti sono stati anche i documenti e soprattutto il contante rinvenuto. Sotto sequestro oltre al denaro, qualche migliaio di euro, è finita documentazione ritenuta utile perché, oltre a permettere la ricostruzione del giro d’affari delle due attività, permetterà anche di portare alla luce anche diversi episodi di lavoro in nero che si sarebbero succeduti dall’apertura delle due attività ad oggi. I controlli, e le indagini, non sono quindi terminati con i due provvedimenti di chiusura notificati ed eseguiti dalla Finanza nelle scorse ore. «La nostra attività - fa sapere con una nota ufficiale la Guardia di Finanza di Brescia ha un obiettivo doppio. Da un lato si vogliono eliminare situazioni di illegalità come quelle riscontrare all’interno delle attività sanzionate. Dall’altra vogliamo tutelare il lavoro delle imprese del settore del benessere che si muovono sul territorio della provincia con professionalità e sopratutto nel rispetto delle regole e della tutela della salute delle persone che a loro si rivolgono quotidianamente».

P.CIT.
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