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21.02.2020

Chiude una libreria
all’anno. Ma c’è chi
sfida la tendenza

La libreria «Il Giullare» ha aperto in via Achille Papa nel quartiere di Crocifissa
La libreria «Il Giullare» ha aperto in via Achille Papa nel quartiere di Crocifissa

Ci vuol coraggio ad aprire una libreria a Brescia e in generale in Italia, dove le librerie è più facile che chiudano. Secondo l’Associazione italiana editori sul mercato del libro in Italia nel 2019 il saldo è negativo del 6.9 per cento: dal 2012 al 2017 si è passati da 3.544 a 3.299. Brescia è in linea. Dal 2010 al 2019 le librerie iscritte nel Registro delle imprese nel Comune sono passate da 34 a 25. Un trend che coinvolge anche le realtà consolidate: dopo la chiusura di Resola nell’estate 2017, nel 2020 è toccato alla Mondadori del Freccia Rossa.Va controcorrente la sfida de «Il Giullare», aperto il 10 febbraio in via Papa da Antonella Vecchio e dal marito Matteo Ronchi, cinquantenni che dal 2004 vivono a Bresciadue. Lui proviene da una importante realtà bancaria nella quale ha lavorato 22 anni. «Abbiamo deciso di dare questa svolta alla nostra vita anche per i nostri figli che stiamo crescendo lontano dallo schermo» aggiunge Vecchio, che a 36 anni ha affrontato la prima gravidanza. Così hanno cercato uno spazio «non in centro, dove la concentrazione di librerie e il costo degli affitti ci escludeva a priori, concentrandoci su un quartiere, quello di Crocifissa, che ci sembra adatto, per la sua composizione sociale e culturale. Abbiamo trovato questo luogo in affitto, grande circa 145 metri quadrati e lo abbiamo preparato per l’avventura». Così il 10 febbraio ha aperto i battenti la libreria, spaziosa, accogliente, dove si respira l’odore della carta; il nome richiama «la figura del giullare del Medioevo, ovvero un mezzo di diffusione della cultura tra il popolo nonché di dileggio del potere, sul modello del maestro Dario Fo e rifacendoci anche al film di Rossellini: Francesco il giullare di Dio». L’IDEA, ANCORA in via di sviluppo, è quella di «creare uno spazio di incontri, che sia anche di riferimento per la scena letteraria locale distinguendoci dal mainstreem per proposte che non inseguano le ultime uscite né le mode del momento», precisa Ronchi, mentre Vecchio ha molto a cuore «lo spazio bambini, colorato, stimolante e coinvolgente: vorrei diventasse la stanza dei piccoli, con una tenda per gli indiani, cuscini, giochi che si trovano nei supermercati o nelle grandi catene, per lo più in legno e ispirati alla pedagogista Montessori». Per ora l’apertura sarà dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 13 e dalle 15.30 al 19, «ma dipende da come si evolverà il rapporto con la clientela, che vorremmo accogliere con un atteggiamento di ascolto; la nostra libreria avrà un’anima speciale». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Irene Panighetti
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