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10.08.2020 Tags: Brescia

«Chiudere Alzano?
Il contagio era
già dilagato»

Marco Trivelli: è il direttore generale della sanità lombarda
Marco Trivelli: è il direttore generale della sanità lombarda

«Chiudere Alzano il 3 marzo cosa avrebbe cambiato? L’epidemia era estesa da Piacenza a Brescia, attraversando la Bergamasca e il Cremonese. Io credo sia stato sensato fare il lockdown totale, ha difeso tutti». A dirlo è l’attuale direttore generale della sanità lombarda Marco Trivelli, fino a giugno alla guida degli Spedali Civili di Brescia, in un’intervista al quotidiano online ilsussidiario.net in cui ripercorre i primi giorni dell’emergenza sanitaria. «Non mi sentirei di escludere - spiega - che all’8 marzo, giorno del lockdown, in Lombardia potessero esserci già 100mila contagi». Ufficialmente in quella data i casi registrati dall’Istituto Superiore di Sanità erano 4.189, ma l’epidemia, poi si è dimostrato, era già dilagata in diverse aree della regione. «Se è così, e lo confermano gli sviluppi dell’epidemia a Piacenza, Cremona e Brescia, che hanno gli stessi dati di infezione e di mortalità, anche chiudendo Alzano e Nembro non sarebbe cambiato nulla - sottolinea Trivelli -. Ripeto, all’epoca Alzano non era la chiave del problema. Credo che invece, in prospettiva, risulterà più grave che si stesse a discutere se e in che modo eravamo stati contagiati da persone provenienti da Wuhan quando l’infezione era in casa nostra da almeno due mesi». Per l’ex dg del Civile allora «c’erano pochissime sicurezze. Non conoscevamo nulla del Covid, e, ci tengo a dirlo, ne sappiamo poco ancora adesso. Ero direttore generale degli Spedali Civili. È stato l’ospedale con più pazienti Covid ricoverati di tutta la Lombardia. Sapevo della situazione a Bergamo perché l’assessore Gallera ci riuniva in collegamento web e tutti i direttori generali esponevano la situazione. Quando toccava a Bergamo il resoconto era preoccupante, drammatico».. SULLE DECISIONI da prendere a livello nazionale e regionale Trivelli ricorda che «c’erano da parte dei tecnici spinte contrastanti, addirittura opposte. Nella settimana precedente il 3 marzo c’erano stati appelli dei sindaci a Milano, Bergamo e Brescia contro le chiusure. I cori per l’apertura cantavano all’unisono o quasi. Il dramma - aggiunge - si manifestò in tutta la sua portata soltanto pochi giorni dopo. Per intenderci, il 7 marzo, era il mio compleanno, siccome non potevo allontanarmi dall’ospedale la mia famiglia venne a trovarmi a Brescia. Il ristorante era pieno, il centro di Brescia era pieno zeppo di gente come se il virus non ci fosse. In questo contesto, che peso poteva assumere la notizia di contagi tra Nembro e Alzano?». E sul presente Trivelli invita a non abbassare la guardia, il virus continua a circolare: «Anche adesso che sotto il profilo clinico siamo tranquilli, io sono per fare più tamponi possibili».

P.CH.
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