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12.06.2019

Cibo, c’è un maxi spreco
A Brescia si buttano
200 tonnellate al mese

Ogni bresciano in casa propria butta via un chilo di cibo al mese e, estendendo il calcolo a tutta la città, si ricava che a Brescia si sprecano 200 tonnellate di cibo ogni trenta giorni. Queste secondo le stime calcolate da Livia Consolo, esperta in materia, impegnata anche in occasione di Expo 2015 e che ha lavorato anche per il Comune di Brescia fino all’anno scorso come ideatrice e coordinatrice del progetto «Alimentarsi. Impariamo mangiando». «Dagli ultimi dati nazionali sul valore dello spreco lungo la filiera del cibo nel 2017, ho ricavato la stima per Brescia – spiega –. Il daro più alto riguarda lo spreco nazionale domestico, che rappresenta il 78,9 per cento del totale pari allo 0,88 del Pil. Tenendo presente che dalle interviste effettuate nel 2018 dall’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market/Swg sull’economia circolare la sostenibilità e gli sprechi lo spreco percepito e non monitorato realmente in casa risulta di 2,4 chili di cibo ogni mese a famiglia (circa 600 grammi settimanali, per un valore corrispettivo di 28 euro), che i componenti medi di una famiglia italiana sono 2,4 (dati Istat 2017) e che a Brescia risultano 200mila abitanti quindi 83mila famiglie, si può stimare che a Brescia città si sprecano circa 199 tonnellate di cibo solo tra le mura domestiche». CIFRE NON PROPRIO buone, ma in ogni caso migliori delle tendenze nazionali secondo cui finiscono in pattumiera senza nemmeno passare dalla tavola 36 chili di cibo all'anno pro capite (soprattutto frutta e verdura fresca, pane, cipolle, aglio, latticini, sughi). Tuttavia, in occasione dell’ultima giornata nazionale contro gli sprechi Coldiretti/Ixè ha rilevato che quasi tre italiani su quattro (71 per cento) hanno diminuito o annullato gli sprechi alimentari nell’ultimo anno mentre il 22 per cento li ha mantenuti costanti, anche se c’è un 7 per cento che dichiara di averli aumentati. NONOSTANTE la maggiore attenzione il problema resta però rilevante; diversi sono quindi i consigli suggeriti da Coldiretti e tante associazioni che partono dall’attenzione prima della spesa: evitare quella «grossa» settimanale sostituendola con acquisti mirati secondo una lista ragionata a priori e che segua lo stile delle piccole dosi, a chilometro zero. Oppure scegliere prodotti di stagione e al giusto grado di maturazione, conservandoli diversamente in base alle previsioni di consumo. Inoltre non gettare il cibo avanzato dalla tavola ma riutilizzarlo per ideare i piatti di recupero di cui le nostre nonne erano maestre, avendo vissuto in tempi di guerra e penurie. Quando si mangia al ristorante non avere vergogna nel portare a casa ciò che non si è consumato e chiedere la «doggy bag»: un italiano su tre già lo fa, e peraltro questo è anche un diritto sancito da una sentenza della Cassazione nel 2014. A proposito di animali domestici, cercare di evitare sprechi anche nel loro menù: sono sempre più rari gli animali che mangiano i nostri avanzi; ed esiste ed è forte il mercato del cibo per i nostri amici a quattro zampe e, anche in questo settore, valgono le regole delle scelte misurate e di buon senso. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Irene Panighetti
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