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20.10.2019

Cidneon, sono a rischio le luci in Castello

Il festival delle luci di Brescia ha vissuto tre edizioni in un crescendo di visitatori  FOTOLIVEL’iniziativa che si svolge nel periodo di San Faustino richiama tantissime persone non solo dalla provincia di Brescia  FOTOLIVE
Il festival delle luci di Brescia ha vissuto tre edizioni in un crescendo di visitatori FOTOLIVEL’iniziativa che si svolge nel periodo di San Faustino richiama tantissime persone non solo dalla provincia di Brescia FOTOLIVE

Brescia potrebbe perdere (temporaneamente) una delle manifestazioni più popolari, capace di attrarre centinaia di migliaia di persone in sole tre edizioni. Brescia potrebbe perdere Cidneon, ma non definitivamente, solo per un anno. Il prossimo. Il 2020 è fortemente a rischio. Gli organizzatori potrebbero prendersi una pausa di riflessione, o trasformare Cidneon in biennale. E tornare nel 2021. Certo per i bresciani sarebbe una delusione non avere il castello illuminato a San Faustino. Le installazioni luminose erano divenute un appuntamento al pari della fiera. Cidneon è entrato nel circuito dei festival della luce europei. PERCHÈ SI rischia un passaggio a vuoto il prossimo febbraio? La causa è che nell’organizzazione è venuta meno la serenità. Sono emersi negli ultimi mesi dei dissapori, diversità di vedute. Al punto che sono entrati in campo gli avvocati. Da una parte ci sono i promotori, nonché ideatori dell’evento: gli Amici del Cidneo, un’associazione di cittadini volontari che si è data alcuni anni fa il compito di rivitalizzare il Castello, e Cieli Vibranti, l’associazione culturale guidata da Fabio Larovere, che del festival è anche il direttore artistico. Dall’altra parte Tiziano Bonometti e la sua agenzia, Up! Strategy to Action. Se fino a qualche mese fa tutti questi soggetti stavano dalla stessa parte, dall’estate in poi sono emersi problemi. Pare che si siano incrinati i rapporti tra Bonometti e Larovere, ma anche con Ten Caten, il direttore artistico del festival delle luci di Eindhoven, il modello al quale Brescia si è ispirata. A Bonometti è stata affidata l’organizzazione a partire dalla seconda edizione. Venne chiamato perché la prima, completamente gestita dagli Amici e da Cieli Vibranti, era stata un successo inaspettato, e l’enorme afflusso di persone (150mila) imponevano un salto di qualità nella gestione dell’evento. La qualità delle installazioni non poteva essere l’unica preoccupazione dei promotori, la logistica si era rivelata non meno importante. Di qui la decisione di un accordo con Up! Strategy, agenzia con la quale si sono legati per tre anni. NELLE EDIZIONI successive, la 2018 e 2019, i visitatori sono cresciuti fino a raggiungere i 350mila. Le luci in Castello hanno mantenuto, anzi aumentato, il loro appeal sul pubblico. Sono stati allestiti appuntamenti collaterali in Santa Giulia. Sono entrati nuovi sponsor. Ma intanto qualcosa si è rotto, forse anche a partire da un giudizio sulla qualità delle installazioni luminose non unanime all’interno della compagine organizzativa. Si è insomma arrivati allo scontro, a affidare rapporti e destini del Festival agli avvocati. In mezzo l’edizione 2020, che è la terza e quindi l’ultima scritta nel contratto di Bonometti. Potrebbe comunque andare in porto, e potrebbe occuparsene ancora Bonometti. Oppure le strade dei partner dopo due anni si potrebbero separare, e a quel punto si dovrebbe tornare al modello dell’edizione d’esordio, con gli Amici e Cieli Vibranti in versione solista. In ogni modo a dare poche chance all’edizione di febbraio sono i tempi, ormai molto stretti. Siamo quasi a novembre, e si deve costruire in tre mesi uno spettacolo che negli anni scorsi si costruiva a primavera. Gli accordi con gli artisti, con gli sponsor, il tema del festival, la realizzazione delle opere... a prescindere da come andrà a finire il contenzioso, sarà una corsa contro il tempo, a fronte della quale l’ipotesi in cui i protagonisti di questa vicenda potrebbero riconoscersi è il rinvio. Un San Faustino senza luci, per tornare a riveder le stelle in Castello nel 2021, si può accettare. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Eugenio Barboglio
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