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27.10.2020

Civile, prossimo
step: 200 letti
Covid

All’ospedale civile proseguono le operazioni di riorganizzazione e preparazione dei reparti
All’ospedale civile proseguono le operazioni di riorganizzazione e preparazione dei reparti

«Dobbiamo curare il più possibile tutti. La nostra sfida è rispondere alla pandemia Covid, con un livello di attenzione alto e la massima tempestività, ma anche prepararci per continuare a curare tutti gli altri pazienti – con patologie cardiovascolari, tumori o necessità di trapianto, solo per fare alcuni esempi – che devono poter continuare a sottoporsi ai trattamenti in sicurezza». All’ospedale Civile la programmazione corre già oltre la contingenza, per proiettarsi sulle prossime settimane che saranno decisive per sperare in un contenimento dei contagi. A spiegarlo è il direttore sanitario Camillo Rossi, che parla di un «momento di passaggio», in cui si sta definendo la rotta per l’ultimo scorcio dell’anno. «Non siamo in sofferenza, ci stiamo preparando: attualmente abbiamo 124 pazienti Covid ricoverati nella nostra azienda (considerando anche i presidi di Gardone e Montichiari), il 20 per cento proviene dalle province lombarde oggi più colpite come Milano e la Brianza», dice il direttore sanitario. In attesa che vengano pronti, nell’arco di un mese, i primi 64 posti nella scala 4 dedicata ai Covid, i pazienti positivi vengono accolti agli Infettivi, nella scala 14 e nelle Medicine riorganizzate con un settore Covid. Il perno attorno a cui si articola l’incremento dei letti (che avviene con gradualità in base ai bisogni effettivi: attualmente il Civile prevede un piano di ampliamento fino a 200 posti Covid, e sta aprendo bandi, in attesa dei prossimi neolaureati, per potenziare il personale dei diversi settori) è quello dell’intensità di cura. Per i quadri più gravi, che richiedono assistenza dedicata, via via fino alla terapia sub-intensiva e quella intensiva (attualmente sono 14 i pazienti in Rianimazione), il riferimento rimane l’ospedale Civile, mentre per i casi meno gravi ci si sta attrezzando per il ricovero nei presidi periferici. In più, come indicato dalla Regione, si sta iniziando a lavorare insieme agli altri ospedali della provincia, pubblici e privati accreditati, per condividere personale ed esperienza in vista dell’acuirsi della seconda ondata. L’ospedale Civile, tuttavia, deve tener fede alla sua doppia missione: non è solo polo di riferimento per il Covid, ma è anche «hub» regionale per il trauma maggiore, le urgenze neurochirurgiche, lo stroke, le urgenze di cardiologia interventistica, cardiochirurgia e chirurgia vascolare. Se le attività programmate sono state sospese, non si sono fermati gli interventi urgenti, che per loro natura non possono essere procrastinati: dai trapianti alla chirurgia oncologica, dall’emodinamica alla Cardiochirurgia. «Su questo fronte non abbiamo mai mollato, e stiamo tenendo pronti gli assetti per poter proseguire le attività», sottolinea Rossi. Anche gli ambulatori continuano a funzionare, con distanziamenti e riorganizzazione dei percorsi. Altro capitolo è quello del Pronto soccorso: «Al momento non abbiamo una pressione eccessiva, nelle ultime 24 ore abbiamo accolto 104 pazienti, numeri che rientrano negli standard del periodo – spiega il direttore sanitario -. Notiamo un cambiamento dello schema epidemiologico, perché a presentarsi in Pronto soccorso sono, in molti casi, pazienti già sottoposti a tampone e risultati positivi, che arrivano quando temono di non farcela a casa: su questo ha inciso l’apertura del centro di via Morelli dove è possibile fare il test». I pazienti ricoverati al Civile sono in media un po’ più giovani rispetto a quelli della prima ondata, ci sono anche 40-50enni che hanno abbassato l’età media. «Ma un’età più bassa non significa sempre e comunque una prognosi migliore dell’infezione», avverte Rossi. Da qui l’appello lanciato dalla prima linea dell’ospedale: «Ciascuno può fare la propria parte, evitate le cose non indispensabili per ridurre le occasioni di contagio: è da questo che si capisce se siamo tutti comunità o se qualcuno pensa per sé».

Lisa Cesco
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