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25.05.2019

Coltivazioni a rischio: «Allarme per la birra»

L’appello coinvolge tutti i settori dell’agricoltura
L’appello coinvolge tutti i settori dell’agricoltura

«Scendete in piazza o non avremo più birra». Sembra una battuta, ma è una triste realtà: il cambiamento climatico si abbatterà duramente sui cereali, tra cui il malto d’orzo usato per produrre la birra. La siccità e le ondate di calore colpiranno le coltivazioni, rivela uno studio dell’University of East Anglia comparso sulla rivista Nature Plants qualche mese fa. «Uno degli effetti più inquietanti del riscaldamento globale è lo spostamento delle fasce climatiche - spiega Giovanni Mori dei Fridays For Future -. Il clima in Germania è continentale, in Italia temperato, in Africa tropicale. Con la crisi ambientale le fasce slitteranno verso sud: in Germania diventerà temperato, in Italia tropicale e così via. In pratica non ci troveremo più alla stessa latitudine». L’EFFETTO PROMETTE di essere devastante per le coltivazioni, estremamente sensibili agli sbalzi di temperatura. Ci saranno ripercussioni sulle aree vinicole italiane, con gravi conseguenze per le esportazioni. E nei paesi grandi produttori di birra - in particolare Germania, Belgio e Repubblica Ceca - l’amata messe potrebbe non prosperare più: «Il malto è uno dei cereali più sensibili all’aumento della temperatura» informa Mori. Insieme al calore saliranno i prezzi: la birra rischia di diventare un bene di lusso. Lo scenario potrebbe spingere gli amanti della bevanda a dar fondo alle scorte prima che si assottiglino troppo. Oppure a impegnarsi in prima persona per scongiurare la crisi. Questa sarebbe senz’altro la soluzione migliore, più immediata e a buon mercato per non perdere le abitudini preferite. © RIPRODUZIONE RISERVATA

A.CAS.
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