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05.12.2019

Con i Vigili del fuoco
la festa tricolore
celebra il coraggio

Delle varie versioni dell’agiografia di Santa Barbara due aspetti tornano sempre: il grande coraggio che la spinse a morire per la propria fede, e il fulmine che incenerì il padre carnefice appena dopo il martirio della figlia. Due caratteristiche della sua storia tramandate nei secoli che l’hanno fatta diventare, fra gli altri, patrona dei Vigili del fuoco. E ieri mattina, in piazza Paolo VI e poi nel Duomo Vecchio, si è tenuta la celebrazione della ricorrenza che ha portato nel cuore della città i pompieri in forza al comando di Brescia, accompagnati per la prima volta dalla comandante Natalia Restuccia, arrivata in città a maggio. PRIMA DELL’INGRESSO nel Duomo Vecchio per la celebrazione con il vescovo Pierantonio Tremolada, le autorità civili hanno assistito ad un alzabandiera spettacolare. Sulle note dell’inno di Mameli, due autoscale hanno portato a diversi metri d’altezza due vigili del Nucleo Speleo Alpino Fluviale (Saf) che poi si sono calati nuovamente per issare il grande tricolore che per qualche minuto ha coperto il palazzo di Ubi Banca in piazza Paolo VI. E al termine (oltre al Prefetto e al sindaco di Brescia, erano presenti i primi cittadini dei paesi che ospitano i distaccamenti dei vigili del fuoco) la messa con il Vescovo: «Santa Barbara rappresenta la capacità di affrontare il pericolo, sia quello straordinario a cui siete sottoposti voi, sia quello che fa parte della vita di tutti i giorni. Voi ci insegnate che non esiste la possibilità della fuga di fronte al pericolo», ha detto monsignor Tremolada durante l’omelia: «Il vostro esempio ci ricorda che le difficoltà vanno affrontate, che non bisogna venir meno alle proprie responsabilità. Nella vita non bisogna avere paura ma si deve essere coraggiosi nel decidere, nello scegliere, anche di questo voi ci date testimonianza. Essere coraggiosi non vuol dire essere temerari o incoscienti, il coraggio ha bisogno di coscienza, intelligenza e competenza e vi ringraziamo perché voi siete persone serie». Durante l’omelia si è vissuto anche qualche momento di tensione per un uomo che portava il labaro di un’associazione e che si è sentito mal: subito soccorso, si è ripreso in fretta. E al termine della celebrazione, i vigili del fuoco con le famiglie sono tornati al comando dove si è svolta la cerimonia di consegna delle benemerenze (di cui riferiamo a fianco). A ENTRAMBE le cerimonie ha assistito per la prima volta il comandante provinciale Natalia Restuccia, che ha dato qualche buona notizia: «Dopo i vigili volontari arrivati a novembre, altri ne arriveranno questo mese. Non sono molti, e qualche decina di uomini mancherà comunque per completare l’organico, ma i nostri vigili sono in gamba e saranno in grado di sopperire alle mancanze». Nonostante i numeri risicati, nell’anno che sta per concludersi fra la sede centrale e i distaccamenti sono stati eseguiti quasi diecimila interventi. Una quarantina di bambini della primaria Corridoni, infine, ha vissuto una mattinata speciale accompagnati dai vigili del fuoco che hanno svolto in piazza le attività di prevenzione e sensibilizzazione che sono soliti fare nelle scuole. Per i più piccoli anche un intermezzo che ricorderanno con piacere: dalla cima delle due autoscale sono piovute sulle loro teste decine di caramelle, un gradito anticipo di Santa Lucia. •

Silvana Salvadori
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