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26.03.2019

Con l’Airc anche
a Brescia la
ricerca vola

Il banchetto dell’Airc per la campagna delle Arance della salute
Il banchetto dell’Airc per la campagna delle Arance della salute

La ricerca è paziente, non brucia le tappe. Perché il metodo scientifico richiede tempo, verifiche, perseveranza. Quella di cui danno prova ogni giorno i ricercatori impegnati a studiare nuove possibilità terapeutiche per chi lotta contro il cancro. Ma la ricerca ha anche bisogno di continui finanziamenti, quelli che l’Airc, grazie al supporto della comunità, riesce a stanziare ogni anno sostenendo le eccellenze scientifiche locali. Oltre 2 milioni 600 mila euro è la somma destinata da Airc nell’ultimo quinquennio sul nostro territorio, per il finanziamento di 11 progetti di ricerca oncologica pluriennali guidati da scienziati che lavorano in Università e ospedali bresciani, e 5 borse di studio per sostenere i migliori neo laureati che in futuro raccoglieranno il testimone della battaglia contro il cancro.

CON LE ARANCE della salute, le Azalee e i Cioccolatini della ricerca, oltre che con eventi, concerti, donazioni, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro è riuscita a raccogliere su Brescia oltre 1,2 milioni di euro soltanto nel 2018. Fondamentale l’impegno della “squadra” di 350 volontari attivi a livello locale. In vista della dichiarazione dei redditi risulta decisiva anche la scelta del cinque per mille, da cui proviene metà della raccolta fondi complessiva della chiarity a livello nazionale: a Brescia sono quasi 40 mila i cittadini che lo hanno destinato all’Airc (dato 2016). «Le iniziative di raccolta fondi in città e provincia hanno incontrato una straordinaria adesione da parte di imprese, istituzioni e cittadini – sottolinea Esmeralda Gnutti, consigliere del Comitato Lombardia Airc e “anima” delle iniziative bresciane dell’Associazione -. Anche per il 2019 abbiamo destinato oltre 712 mila euro per il finanziamento di cinque Investigator Grant - progetti di durata dai 3 ai 5 anni selezionati per la loro rilevanza e l’impatto sul cancro, l’innovatività e l’esperienza dei proponenti - due My First Airc Grant, per ricercatori sotto i 40 anni, e tre Borse di studio per l’Italia, riservate a giovani ricercatori che muovono i primi passi in laboratori di eccellenza». Per conquistarsi il finanziamento Airc la selezione è rigidissima, impostata su bandi rigorosi e peer review, come conferma il prof. Silvano Sozzani, direttore del Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale dell’Università degli Studi di Brescia. Fondi, quelli Airc, ancora più preziosi perché danno ossigeno alla ricerca di base, «che trova poco spazio nel nostro Paese, perché in un mondo veloce, che chiede risposte immediate, andare a studiare i meccanismi che stanno all’origine dei fenomeni è un aspetto meno considerato».

CON I SUOI RICERCATORI, grazie a un Grant Airc quinquennale vinto due anni fa, Sozzani è sulle tracce di un gene, identificato come CCRL2, che entra in gioco nel regolare le nostre difese, ovvero la risposta immunitaria. Silenziandolo, i tumori del polmone e dell’intestino crescono di più e più velocemente. Nei tessuti malati il cancro tende a spegnere l’espressione di questo gene, che proprio per questo potrebbe diventare un marcatore dell’aggressività di un tumore, o un bersaglio terapeutico: la ricerca è solo agli inizi. Intanto, per i cittadini di domani, l’Airc prosegue anche l’attività di divulgazione portando i ricercatori nelle scuole, grazie a un protocollo con il Miur: nel 2017/18 sono stati circa 2800 gli studenti coinvolti in 24 istituti del territorio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lisa Cesco
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