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10.12.2019

Con la nomina dei saggi il via alla vera «partita»

La nuova Confindustria, emersa dal lavoro della commissione Pesenti, impone il rispetto di un rigido codice etico nella corsa alla leadership. Ciò non vieta di analizzare il percorso che il 20 maggio prossimo porterà all’elezione del successore di Vincenzo Boccia. ENTRERÀ nel vivo il 23 gennaio 2020 con la definizione della Commissione di designazione: 3 personalità scelte a sorte dal Consiglio Generale tra massimo 9 (minimo 6) candidati indicati dal Consiglio di indirizzo etico e dai presidenti emeriti. La Commissione resterà in carica 8 settimane per verificare candidature e loro gradimento. Nella prima settimana dall’insediamento potrà ricevere auto candidature, sostenute per iscritto da almeno il 10% dei voti rappresentati nell’assembla dei delegati o dei componenti del Consiglio Generale. Nelle successive 5 settimane valuterà le candidature e, consultando presidenti delle Associazioni confederate e rappresentati del Consiglio Generale, acquisirà espressioni di consenso sui nomi. Al termine delle consultazioni, la Commissione individuerà uno o più nominativi, invitandoli a ufficializzare in via definitiva l’accettazione della candidatura e ad illustrare il programma al Consiglio Generale. I candidati rappresentativi del 20% dei voti nell’assemblea dei delegati saranno indicati al Consiglio Generale di diritto. Con voto a scrutinio segreto il Consiglio generale individuerà il candidato presidente da proporre all’assemblea. In attesa di conferme ufficiali, in corsa per la presidenza, oltre a Pasini, ci potrebbero essere il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi, il leader di Federlegno Emanuele Orsini e la vicepresidente di Confindustria Licia Mattioli (deve ancora sciogliere la riserva). • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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