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16.09.2019

Con «Simone per Emergency» in 10 anni donati 110 mila euro

Foto di gruppo delle quattro squadre arrivate anche da altre province per il torneo di calcio  disputato sul campo comunale di via della Ziziola   in ricordo di Simone Palini
Foto di gruppo delle quattro squadre arrivate anche da altre province per il torneo di calcio disputato sul campo comunale di via della Ziziola in ricordo di Simone Palini

110mila euro destinati in 10 anni al progetto «Simone per Emergency», creato alla fine del 2008 in ricordo di Simone Palini, bresciano di 15 anni morto in un incidente stradale nel luglio 2008. Era uno studente del Calini, pieno di amicizie, per questo i suoi genitori decisero subito di reagire al dolore trasformando il senso di perdita in speranza: «Fu Teresa Strada a propormi di adottare il posto di primo soccorso (Fap) che Emergency aveva aperto dal 2002 a Dara, in Afghanistan – racconta Mirne Lusardi, madre di Simone – e da allora come gruppo bresciano ci siamo presi l’impegno di versare fondi per questo presidio sanitario che, dalla fine del 2008 al 31.12.2018, ha effettuato 108mila visite gratuite alla popolazione locale, di cui 27.800 a bambini sotto i 5 anni». La cifra media che il progetto dedicato a Simone riesce ad inviare annualmente è di 10mila euro, raccolti grazie a campagne ed eventi. Tra questi un torneo di calcio, perché Simone giocava nella squadra del quartiere Urago Mella e perché fu una delle prime manifestazioni ad essere organizzate nel contesto di questo progetto. «Per volontà dei compagni di squadra, dei dirigenti dell’Asd e degli amici di nostro figlio è iniziato il torneo, dapprima sul campo dell’Urago Mella, poi a Fiumicello e, da 2 anni, al campo comunale di via della Ziziola», prosegue la madre. PROPRIO su questo terreno ieri si è disputato il torneo di 4 squadre a 11, per un totale di oltre 60 giocatori sostenuti dai relativi supporters. Dinamo Brescia, Ardita Giambellino (da Milano), Aggregazione Spontanea Calcio Popolare – Anfo ValSabbia e Calcistica Popolare Trebesto (da Lucca) si sono affrontate in gare non competitive, dove ciò che contava non era segnare ma partecipare e divertirsi in ricordo di Simone, oltre che raccogliere fondi per il progetto. Con i calciatori, diretti da un arbitro dell’Uisp, erano presenti i genitori di Simone e alcuni dei volontari del gruppo Emergency di Brescia. Il torneo è stato organizzato anche dal Kollettivo Studenti in Lotta, dai compagni di ieri e di oggi di Simone, che, seppur giovane era già impegnato nel sociale. «Sostenere il Fap di Dara non ha un senso esclusivamente sanitario – precisa Lusardi – perché quando andai a visitare quel presidio nel 2011 vidi che sorgeva a fianco di una scuola e che non era solo questione di offrire cure, bensì di formare personale medico e infermieristico locale, tra cui donne infermiere e ostetriche. Questo è il valore aggiunto del progetto: mettere insieme due diritti fondamentali, salute e istruzione, creando cambiamento in un paese come l’Afghanistan, dove le donne sono considerate spesso meno degli animali». •

Irene Panighetti
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