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03.06.2020 Tags: Brescia

Controlli dalle rive
all’entroterra tra
regole possibili e «utopie»

Bagnanti sulla spiaggia del vialone di Toscolano: subito tante presenze in un anticipo d’estate
Bagnanti sulla spiaggia del vialone di Toscolano: subito tante presenze in un anticipo d’estate

Divieto di assembramento lungo gli accessi alla spiaggia e alla battigia oltre il tempo necessario allo spostamento e per accedere al lago. E ancora: lettini, sdraio, teli, stuoie, distanziati di almeno un metro e mezzo l’una dall’altra, familiari a parte. Tutto bene, perfetto. Ma chi controlla il rispetto delle norme? Nel lungo ponte del 2 giugno è andata in scena la prova generale d’estate sul lago. Giorni contrassegnati dalla voglia di recuperare in fretta la normalità, desiderio certificato un po’ ovunque da mascherine indossate con troppa disinvoltura sotto il mento. Le giornate di sole accentuano il bisogno d’aria aperta e le spiagge accolgono timidamente i primi turisti. Proprio per non trovarsi impreparati, sindaci e rappresentanti dei Comuni della gestione associata del demanio lacuale, da Desenzano a Limone, si sono ritrovati venerdì nella sede dell’Autorità di Bacino per provare a definire regole condivise, ma come quasi sempre si andrà in ordine sparso. Diverse le caratteristiche morfologiche dei litorali dall’alto al basso lago e problematica, per non dire utopistica, la sorveglianza da garantire in tanti posti. «Certo – commenta un amministratore dei Comuni del Parco alto Garda – la Polizia Locale andrà magari a pattugliare il litorale, ma non sarà certo sufficiente a garantire il rispetto delle regole. I nostri territori hanno un entroterra vastissimo e come sempre il problema è rappresentato dalle risorse umane ed economiche. Anche le aree giochi andrebbero sanificate dopo ogni utilizzo ma come si fa?». Abbonderanno dunque i cartelli ma poi, nella pratica, rimarrà tutto a discrezione del senso civico della gente. I gestori privati sono costretti in questi giorni ad adeguarsi fino all’ultima virgola ai nuovi regolamenti. Nel fine settimana al Lido Azzurro di Maderno (in attesa del bando per la gestione del bar-ristorante) è stata riaperta la spiaggia in concessione e qualche costume si è intravisto tra lettini e ombrelloni. Più affollata a spiaggia libera adiacente all’ex campo ippico e quella del vialone. TANTI GESTORI invece non hanno ancora aperto. È il caso ad esempio del lido dei Limoni di Villa di Gargnano gestito dalla famiglia Arosio. «L’idea è di farlo dal 10 – spiega Andrea -: troppe le responsabilità per noi gestori privati e se si vuole fare tutto nella norma non è uno scherzo garantire le regole. Poiché non vogliamo rischiare nulla anche sul lato penale abbiamo scelto di lasciare fino a 16/18 metri quadri tra una postazione e l’altra, creando i percorsi di entrata e di uscita, un protocollo per dipendenti e le sanificazioni dei locali. Investimenti che però rischiano di essere vanificati magari da nuove chiusure, procurate da altri che fanno i furbi con la scusa di ripartire». •

Luciano Scarpetta
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