CHIUDI
CHIUDI

26.11.2020 Tags: Brescia

Copan, non solo
tamponi. Ora si
allarga e realizza un nuovo parco sul Mella

La palazzina nei pressi della Motorizzazione in via Grandi acquisita dalla Copan  FOTOLIVE Il progetto di un segmento del parco che sorgerà tra il  fiume Mella e via Castagna con parcheggi e verde pubblico Cantieri di ampliamento (ex Lanzini illuminazione) della Copan in zona industriale  FOTOLIVE
La palazzina nei pressi della Motorizzazione in via Grandi acquisita dalla Copan FOTOLIVE Il progetto di un segmento del parco che sorgerà tra il fiume Mella e via Castagna con parcheggi e verde pubblico Cantieri di ampliamento (ex Lanzini illuminazione) della Copan in zona industriale FOTOLIVE

La Copan spa non solo ha assunto 200 persone da quando è scoppiata l’emergenza Covid, non solo si sta ampliando a macchia d’olio nella zona industriale di Brescia, acquisendo nuovi capannoni, ma realizzerà anche un parco sulle rive del Mella, in via Castagna, proprio difronte alla sede dell’azienda bresciana presente ormai a livello globale. Le assunzioni chiedono necessariamente nuovi parcheggi per i lavoratori, e l’azienda guidata dalla famiglia di origini mantovane Triva ha presentato in Comune un Piano attuativo che prevede oltre al parco, nuove edificazioni e interventi sulla viabilità (due rotatorie e restringimento della sezione di via Perotti). I posti auto saranno inseriti in una area verde, caratterizzata da piante di alto fusto e da campi sportivi (un paio di piastre per la pallacanestro) che durante il fine settimana saranno a disposizione della cittadinanza (in Comune si stanno studiando anche le modalità per servire con linee pubbliche la zona). Un area che sarà dotata anche di colonnine per la ricarica della euro elettriche e che prevede impianti fotovoltaici e idraulici per il contenimento dei fenomeni alluvionali che negli ultimi anni si sono spesso manifestati. IL PARCO/PARCHEGGIO nasce, dunque, come conseguenza dell’espansione della società che oggi sfiora i 600 addetti. Una capacità occupazionale in continua crescita, e che, ad oggi, considerando la sovrapposizione dei turni, necessità di circa 600 stalli. Il Piano attuativo che si trova nella fase di assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale (Vas), riguarda un’area di sei ettari, che oltre al parco comprende l’espansione della sede della Copan ai capannoni a nord, dismessi dallo spedizioniere Gls. Ma questo quadrante industriale è solo un segmento della impressionante progressione della spa a Brescia, espansione legata certamente alla escalation della richiesta di tamponi - è leader mondale -, legata al coronavirus, ma che è in realtà una costante degli ultimi anni: nuovi spazi produttivi e uffici (16mila metri quadrati) per la Copan Wasp sono, infatti, in via di ristrutturazione all’angolo tra via Perotti e via Achille Grandi, dove c’era la Lanzini Illuminazione, e più a nord nei pressi della Motorizzazione civile. Copan (acronimo di COaudiuvanti Per ANalisi) controlla società negli Stati Uniti, Portorico, Cina e Giappone. Nata nel 1979, oggi conta più di 690 persone complessivamente operanti nel comparto industriale di Brescia. Tutte le attività tipiche di una filiera produttiva – dal design di prodotto, alla sua manifattura ed eventuali customizzazioni - vengono svolte al proprio interno: non sono previsti interventi in outsourcing. NEL 2008, Copan ha avviato un progetto di automazione per laboratori di batteriologia denominato Wasp (walkaway specimen processor) per la gestione e trattamento completo del campione clinico. Lo stesso progetto si è poi ampliato nel 2010 con l’introduzione di WaspLab, una piattaforma modulare che si occupa, sempre in maniera del tutto automatizzata, dell’incubazione, immagazzinamento e acquisizione digitale di piastre seminate per la batteriologia. Nel 2011 apre la prima sede a Shanghai. Oggi Copan si è ampliata con una sede in Giappone e una in Portoric, in Autrslia. I dati 2019, quindi pre boom Covid, dicono di un fatturato di Copan spa di quasi 89 milioni di euro mentre la Copan Wasp superava i 38 milioni di euro. Prima dello scoppio della pandemia, accanto alle performance di fatturato e per i progetti all’avanguardia, alle cronache non specializzate era nota per i suoi prodotti impiegati nelle più importanti indagini di polizia. Con la pandemia lo divenne anche per l’invio di 500 mila kit di tamponi agli Usa, che per qualcuno erano sottratti all’Italia, mentre era solo uno dei tanti ordini di un’azienda leader mondiale del settore, che produce ogni anno centinaia di milioni di tamponi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Eugenio Barboglio
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1