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19.02.2020

Coronavirus, due
bresciani bloccati
in Cina

Da sinistra Graziano Vastola, la madre Maria Ausilia Pedrinelli e lo zio Piercarlo Pedrinelli
Da sinistra Graziano Vastola, la madre Maria Ausilia Pedrinelli e lo zio Piercarlo Pedrinelli

Il blocco dei collegamenti dovuto all’epidemia di coronavirus ha finito per trattenere in Cina anche due clarensi. Si tratta di Graziano Vastola, quarantenne, e della mamma Maria Ausilia Pedrinelli, 70 anni. Per la precisione sono a Macao, regione autonoma della Cina, a cui appartiene dal 1999, dopo essere stata colonia portoghese. Graziano è da tempo residente nella penisola cinese, mentre la madre era andata a trovarlo a dicembre per restare con lui alcune settimane. Poi l'arrivo dell'epidemia e lo stop a partenze e arrivi. Piercarlo Pedrinelli è il fratello di Ausilia ed è lui ad aver lanciato l'allarme: «Sono preoccupato. Questo virus è terribile, non vedo niente di buono in ciò che è successo in Cina». Ex pugile, molto conosciuto, «Pedro» abita in via San Martino della Battaglia a Chiari. «Ho raggiunto mio figlio qui a Macao come ogni anno - racconta Ausilia tramite Whatsapp -. Lavora come manager di una multinazionale della ristorazione e il contraccolpo è stato immediato. Qui si lavora molto con i casinò e le prime a essere state chiuse sono le case da gioco, così anche uno dei bar gestiti da mio figlio ha dovuto sospendere provvisoriamente l'attività. Invece il suo ristorante è rimasto aperto». Mentre parliamo con la madre, Graziano è al lavoro, invece sua figlia, Ana, è a casa. «Tutti gli alunni sono costretti alla scuola via web. Scaricano le lezioni che arrivano la sera o al mattino presto, fanno i compiti e li riconsegnano in giornata – spiega Ausilia -. Posso dire che in questo la Cina ha fatto cose straordinarie, difficilmente immaginabili in Italia, soprattutto per i tempi di reazione all'emergenza». AUSILIA è blindata in casa. «Esco poco – dice – le strade sono deserte, mio figlio mi coccola con tutto il necessario e ho anche una cyclette in casa visto che non posso accedere alla palestra del palazzo, visto che hanno chiuso anche quella». Per non annoiarsi Ausilia aiuta la domestica, cucina per figlio, nipotina e la nuore, una farmacista cino-portoghese. E la paura? «Mai avuta a dire il vero. Il nostro governatore ha bloccato subito tutti i confini e in questo ci è stato d'aiuto l'autonomia di cui gode la nostra regione. Peraltro gli unici contagi, nemmeno una decina, sono stati di turisti per lo più cinesi, mentre tra i residenti non ci risulta alcun contagio. Non solo: tutti i contagi sono rientrati per guarigione o perché falsi positivi. Macao è una grande Regione: ha garantito contributi a pioggia a tutte le famiglie, sospeso tasse e bollette per alcuni mesi e garantito un sostegno finanziario una volta che l’emergenza sarà finita». Alcuni bresciani hanno paura di mangiare nei ristoranti asiatici: «Una follia – conclude Ausilia –. Oltre a perdersi un buon pasto compiono un danno ingiusto». Quanto al rientro Piercarlo non ha dubbi: «Se Ausilia arriverà a Pasqua sarà un miracolo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Massimiliano Magli
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