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12.06.2019

«Così noi
recuperiamo
le eccedenze»

Le due realtà  ricevono alimenti  altrimenti destinati allo spreco da piccoli negozi e  grande distribuzione
Le due realtà ricevono alimenti altrimenti destinati allo spreco da piccoli negozi e grande distribuzione

Da una parte c’è il problema dello smaltimento dei rifiuti, anche quelli prodotti dallo spreco alimentare. Dall’altra, chi non riesce a mettere nella dispensa il necessario per sfamare se stesso o la propria famiglia. Anche nella ricca e produttiva Brescia. In mezzo, a tentare di tenere in equilibrio la barra di una società più equa, ci sono realtà come la Cooperativa Tempo Libero e l’associazione di volontariato Maremosso. DUE REALTÀ tutte bresciane che da tempo si occupano di traghettare le eccedenze alimentari, destinate a diventare rifiuto in poco tempo, verso singoli o famiglie che con quello che la grande distribuzione deve accantonare possono organizzare pranzo e cena. Gratis. Questi due enti hanno appena ricevuto una buona notizia: la giunta regionale ha incrementato di 557mila euro le risorse contro lo spreco alimentare per l’annualità 2019/2020 arrivando ad un totale 2,5 milioni di euro. I progetti portati avanti da Cooperativa Tempo Libero e Maremosso sono gli unici due della provincia di Brescia ad essere stati rifinanziati, e anche se non è ancora stata resa nota l’entità della cifra a loro destinata, c’è di che festeggiare. «Oggi abbiamo in carico 16 nuclei famigliari per un totale di circa 40 persone che ci sono inviate dal Servizio Sociale del Comune di Brescia», spiega Mariagrazia Favardi, referente di Cooperativa Tempo Libero per il progetto Ricolto – Emporio solidale, «e abbiamo due aperture settimanali, il martedì dalle 10 alle 12 e il giovedì dalle 16 alle 18, nel nostro punto di smistamento in via della Rocca 16/a. Con il nuovo finanziamento vorremmo sensibilizzare la popolazione residente e tutti i piccoli negozi e ristoranti sul tema degli sprechi alimentari e del recupero, divenendo un punto di incontro fra volontari, beneficiari e donatori. Ci piacerebbe attrezzare una bicicletta per il recupero delle eccedenze nel quartiere creando legami solidali e familiarizzando con le varie realtà». La Cooperativa, oltre a organizzare collette alimentari in alcuni supermercati della città, riceve gli alimenti prossimi alla scadenza dalla Coop di via Mantova, dall’Italmark di via Cremona, dalla Centrale del latte e dalla Dispensa Alimentare di Cauto. Grazie al progetto, avviato nel febbraio del 2018, Cooperativa Tempo Libero è riuscita a creare un’opportunità lavorativa per un fragile che oggi si occupa del recupero delle eccedenze. Stessa finalità, ma con volumi molto maggiori, è quella che da vent’anni muove l’associazione Maremosso nata in seno a Cauto. Il progetto «Più (cibo di qualità) uguale meno (spreco alimentare)» nasce per valorizzare l’esperienza pluriennale di Dispensa Sociale dell’associazione che oggi è in contatto con più di 120 enti nel Bresciano che si occupano di distribuzione a persone in stato di fragilità sociale, raggiungendo ogni settimana più di 11mila persone e 4.554 bambini. «Ritiriamo le eccedenze alimentari dalla Gdo, in particolare Italmark e Auchan, stoccandole in un luogo adatto con mezzi idonei per non interrompere la catena del freddo», spiega Luigi Moraschi, referente dell’associazione. «Poi creiamo cassette alimentari nutrizionalmente bilanciate in modo che l’ente, l’associazione o il gruppo di volontari a cui la consegniamo, possa a sua volta distribuirla a chi ne ha bisogno così com’è, senza doverla manipolare. Oltre agli aspetti sociali ed ecologici dell’operazione, teniamo molto anche alla formazione dei volontari con cui lavoriamo in merito alle buone prassi, alla gestione corretta degli alimenti, al rispetto della normativa Haccp e igienico-sanitaria». OLTRE A QUESTO, Maremosso cerca di valorizzare il ruolo delle persone portatrici di fragilità. I volontari segnalati dagli enti per entrare a far parte del meccanismo sono quelli con maggiori difficoltà, minori opportunità di reddito e risorse personali. Persone generalmente ritenute senza chance che invece possono tornare ad essere utili a se stesse e agli altri. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvana Salvadori
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