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26.11.2020 Tags: Brescia

Cottarelli, quarto
anullamento in
Cassazione

Vito e Salvatore Marino in tribunale a Brescia per un’udienza
Vito e Salvatore Marino in tribunale a Brescia per un’udienza

Un poker di annullamenti calato dalla Cassazione in una partita che sicuramente non stanno vincendo coloro che chiedono, da 14 anni, giustizia. Una partita in cui il grido sale da chi ha perso i familiari in una strage in una villetta. Ma anche da chi si è visto annullare quattro volte le pronunce, d’ergastolo, di tre Corti d’assise d’appello e ora è atteso dal quinto giudizio in secondo grado. L’ECCIDIO è quello della famiglia Cottarelli: 28 agosto 2006, via Zuaboni a Urago Mella. Morirono Angelo Cottarelli, la moglie Marzenne e il figlio Luca. Le indagini iniziarono in un momento terribile dal punto di vista sociale a Brescia: un’ estate di sangue con delitti che si erano susseguiti nel mese d’agosto. Fino a quel 28 agosto quando nell’abitazione di via Zuaboni venne trovata la famigliola sterminata. Le indagini sul delitto portarono all’arresto, nel giro di poco più di due settimane a degli arresti. In particolare, la squadra Mobile della Questura di Brescia, arrestò Dino Grusovin che poi si rivelerà il principale accusatore di Vito e Salvatore Marino. Il primo dei due cugini trapanesi è stato condannato all’ergastolo e la condanna è diventata definitiva. Ergastolo anche per Salvatore, per quattro volte in appello. Ma ora la Cassazione ha annullato anche questa condanna e si tornerà in appello a Milano. Si tratterà in particolare, del quinto processo in secondo grado, per Salvatore Marino, dei quali uno celebrato a Brescia e gli altri a Milano. Proprio questo, la celebrazione da parte delle due sezioni della corte d’assise d’appello milanesi, è uno dei temi cari alla difesa di Salvatore Marino, rappresentata dagli avvocati Giuseppe Pesce e Giovanni Palermo. «Un procedimento - commentato l’avvocato Pesce - incastrato tra le due sezioni che hanno già giudicato e lontano dal giudice naturale, a Brescia. Proprio a Brescia, nel processo di primo grado c’era stata l’assoluzione per Vito e Salvatore Marino. Poi, ogni volta in appello, è stato ergastolo, in Cassazione, invece per Vito è arrivato il rigetto del terzo ricorso, mentre per Salvatore l’accoglimento anche del quarto. Sempre secondo l’avvocato Pesce, quella del relatore nella recente udienza della Cassazione, è stata «una relazione veramente approfondita». A questo aggiunge ancora il legale che, in attesa di conoscere e motivazioni, la sentenza, secondo la Corte potrebbe essersi basata su elementi «già ritenuti inutili in cassazione in passato». Un viaggio, infine, quello da Trapani a Milano e Brescia, avvenuto alla ricerca di fatture false • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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