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02.06.2020 Tags: Brescia

Covid e movida: in 3 mesi controllati 2.899 esercizi

Controlli in piazza Arnaldo per il rispetto delle misure di sicurezza imposte dall’emergenza CovidNuove polemiche dopo gli assembramenti del 22 maggio
Controlli in piazza Arnaldo per il rispetto delle misure di sicurezza imposte dall’emergenza CovidNuove polemiche dopo gli assembramenti del 22 maggio

«Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus e fino al 24 maggio i nostri vigili hanno effettuato 2.899 controlli negli esercizi commerciali, elevando 39 sanzioni e innescando, su disposizione del prefetto, 6 sospensioni della licenza. I controlli nelle diverse aree della città sono stati più di 11.000, hanno riguardato nel complesso 13.180 persone e hanno dato luogo a 1.123 sanzioni per assenza di mascherine e non rispetto del distanziamento sociale». Roberto Novelli, comandante della polizia locale, ha snocciolato ieri i dati relativi al lavoro svolto dal corpo che dirige dal momento dello scoppio della pandemia. Lo ha fatto nel corso di un’accesa seduta congiunta delle commissioni consiliari Commercio e Sicurezza, riunite per discutere di quanto accaduto la sera di venerdì 22 maggio in piazzale Arnaldo. «La decisione di riaprire bar e ristoranti in anticipo rispetto alla previsione del primo giugno è già da considerarsi un fattore importante», ha ricostruito il sindaco. Decisione «opinabile - l’ha definita - presa senza tenere conto dei dati dei contagi per aree geografiche. Io avrei aperto progressivamente, in maniera più decisa dove il dato era più flebile». Tornando a quanto accaduto quella sera e alla grande massa riversatasi in piazzale Arnaldo e vie limitrofe, ha ricordato che «sentiti questore e prefetto, erano stati adottati servizi straordinari affidati alla polizia di Stato». Ma «purtroppo non tutte le auto da appostare in piazza Arnaldo secondo quanto deciso dal questore erano presenti». Nel caso specifico - ha proseguito - c’erano i vigili, ma non potevano fare interventi di particolare significanza, se non elevare sanzioni». Sull’ordinanza emanata il giorno seguente, provvedimento che vieta nelle serate del fine settimana (fino al 16 giugno) l’asporto di bevande e l’obbligo di consumazione ai tavoli, il primo cittadino ha spiegato: «Se sia solida o no è un tema serio, altre soluzioni per governare l’assembramento di gente in piedi davanti agli esercizi pubblici non ne ho sentite. Il contingentamento non è stato preso in considerazione perché il problema ha riguardato e riguarda aree urbane estese». In ogni caso la misura «sembra funzionare, anche perché nel recente fine settimana non abbiamo riscontrato una partecipazione in centro storico paragonabile al week end precedente». E per il futuro? «L’ordinanza la teniamo in piedi per ora, ma ci riflettiamo. Ha avuto plausi e critiche, le seconde da parte di quegli esercizi pubblici che vivono di consumazioni al banco». Polemico l’intervento della consigliera leghista Simona Bordonali: «La situazione doveva essere prevista, cosa che non è stata fatta». La deputata del Carroccio, rivolgendosi al sindaco, ha poi affermato: «Ogni tanto un mea culpa andrebbe pronunciato. L’ordinanza, se ci fosse stata una programmazione a monte, sarebbe stata emanata a priori». DELLO STESSO AVVISO l’esponente di Fratelli d’Italia, Gianpaolo Natali: «Ciò che è successo era più che preventivabile. Avete sbagliato, avete commesso un errore di sottovalutazione». Secondo Guido Ghidini (M5S), «andrebbe redatto un protocollo da seguire in caso si dovessero ripresentare situazioni come quella verificatasi il 22 maggio». A parere di Mattia Margaroli (Gruppo Misto), «è stato un danno per l’immagine della città e mi dispiace sentire il sindaco che scarica le responsabilità su qualcun altro. Sarebbe bastato un controllo rigoroso». Paola Vilardi, capogruppo di Forza Italia in Loggia, ha ricondotto la movida fuori controllo di una decina di giorni fa alla pedonalizzazione della piazza. E sull’ordinanza: «È da rivedere, il divieto di asporto generalizzato mette in ginocchio troppi bar privi di plateatico».

Mauro Zappa
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