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16.05.2019

Da Mantova a Cervia,
la gioia che fa
ritornare bambini

Chissà che foto farebbe qui David Moss. Forse più di quante ne farebbero a lui, un po’ come alla punzonatura. Potere della Freccia Rossa. Che trasforma i campioni in fan, gli adulti seriosi in bambini felici. Che ti porta da Brescia a Cervia ed è come sgasare fra le sale di un museo, senza nessuno che ti gridi «rallenta!». Tanto troppo veloce non vai mai: è la 1000 Miglia baby, ogni cosa a suo tempo. Quello giusto. Il museo è l’Italia, e le sue strade sono gallerie di varia umanità. Ci trovi di tutto: la signora che ti fa vento col giornale come se volesse cambiarti il clima («signora, non fa caldo»), una ragazzina intabarrata da guardiano del faro che si improvvisa majorette con le bandierine della Freccia, la gente (quanta!) accomodata su seggioline di plastica verde a guardare la carovana che passa. Chi con lo sguardo dei pensionati davanti ai lavori in corso, chi impegnato a inventarsi fotoreporter con lo smartphone (che in questi casi di solito ha cover abbagliante-fosforescente). Umanità varia e variopinta.

 

OVUNQUE, ali di folla. Ovunque, tranne a Mantova, di primo acchito. Meno gente, meno bandierine. Ma è un’impressione. La 1000 Miglia ama stupire anche così, riservando sorprese dietro l’angolo. Un viale più lungo di altri, una gelateria in fondo a destra, e sulla panchina che mira fiordilatte e pistacchio ecco Giacomo: «A che ora arrivano?». E Rachele: «Non ce li siamo già persi vero?». I loro occhioni aspettano le auto, «quelle vecchie, quelle belle». Accompagnati dalla mamma, che sta pagando i gelati, «cono e non coppa, mi raccomando». Gusto fragola. La passione per le autononne, che si tramanda di genitori in figli, la ritrovi a Ferrara, che la 1000 Miglia vuole sempre vuole fortissimamente vuole. Anche stavolta che non è arrivo di tappa ma soltanto passaggio. Eppure. Se la Freccia deve i natali da Brescia e Roma, Ferrara si candida al ruolo di moglie. La sua passione è anche dedizione, sfida le nuvole e riempie la piazza. L’abbraccio è commovente.

 

LA CORSA colora anche le vie più isolate. Fotografa ragazzi accovacciati in un bagagliaio che contemplano Alfa e Bugatti (a due passi da Mirabilandia). Svela telelaser che spuntano a un controllo orario (Gaiba, più spettatori che abitanti). E a Cervia, scopre un’altra accoglienza dolce. «Bravi, bravi, bravi», il canto incessante del baby-coro dietro il nastro che transenna l’arrivo. Arrivano i bresciani, e sono primi in classifica. Arriva e sorride Laura Castelletti, alla prima Freccia da assessore al Turismo: «Stupendo. Mi sto divertendo! E siamo solo all’inizio».

 

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