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13.07.2020 Tags: Brescia

Da Valerio a Giorgio, la vita in un attimo

Mara, Giorgio e nonno Valerio
Mara, Giorgio e nonno Valerio

Nonno e nipote uniti dalla gioia di una maternità. A Chiari Valerio Gottardi, 73 anni, se n'è andato a causa del Coronavirus il 21 marzo scorso. Una fine rapidissima che ha lasciato senza fiato la nipote Mara La Vardera, 32 anni, che proprio in quei giorni era avviata alla sala parto di Chiari. Il 26 marzo, a mezzanotte e 47 minuti, è infatti nato il pronipote Giorgio Alberido, figlio di Mara e di Simone. Quel figlio è ciò che lega più di ogni altra cosa Mara a suo nonno. «AVEVA APPENA compiuto i 73 anni il 28 febbraio – ricorda Mara – e per me era un grande punto di riferimento. Con i miei familiari abbiamo fatto tutto il possibile per affiancarlo nella malattia, ma la sorte ha voluto che se ne andasse prima della nascita di Giorgio. Anche per questo è stato molto difficile in ospedale: la difficoltà di poter ricevere visite e il ricordo di un nonno appena scomparso non hanno aiutato». Eppure Mara non si è persa d'animo e appena è stato possibile ha voluto essere dimessa per raggiungere i genitori Giusi Gottardi e Vito La Vardera e i suoceri Angelo Gianni e Luciana Dotti. Per lei la maternità dell'ospedale Mellini di Chiari si è confermata «l'isola felice che hanno confermato anche tante altre mamme, perché è un reparto che pareva lontano dal lazzaretto in cui si era trasformato il resto dell'ospedale. Nonostante tutto, a Chiari sono venute molte donne a partorire. I timori c'erano e più che rassicurazioni avevamo ricevuto indicazioni preziose: tenere la mascherina chirurgica addosso sempre, se non quando dobbiamo mangiare». VALERIO GOTTARDI era di casa alla Trattoria Leonessa, un pezzo di storia di via De Gasperi. «Era un caro amico – lo ricorda il titolare Gianfranco Campodonico, pietra angolare dell'Anpi locale -. Una persona sempre solare e socievole la cui dipartita mi ha profondamente colpito. Se c'era ancora da capire quanto fosse crudele questo virus, la sua morte è stata una conferma definitiva sulla brutalità del Coronavirus. Con lui seguivamo il Brescia Calcio appena ce n'era occasione. Andavamo anche a Torbole Casaglia per assistere agli allenamenti. Per il resto sul calcio eravamo cane e gatto, visto che io sono milanista e lui era juventino. Oltre che ai familiari mancherà anche a tanti “pierini“ visto che era un pescatore straordinario amorevole con i piccini e paziente con i grandi». Ora Valerio può guardare dal cielo i suoi cari, guidarli e prendere per mano il piccolo Giorgio in questo suo primo tratto di vita. •

Massimiliano Magli
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