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15.04.2019

Dal grigio al colore E Brescia diventa il tempio dei writer

Gli artisti di strada hanno lavorato tre giorni  animando la parete che costeggia la tangenziale Sud a Roncadelle SERVIZIO FOTOLIVE/Alessio GuittiColorati 500 metri di parete
Gli artisti di strada hanno lavorato tre giorni animando la parete che costeggia la tangenziale Sud a Roncadelle SERVIZIO FOTOLIVE/Alessio GuittiColorati 500 metri di parete

Gli spray delle bombolette hanno dissolto le nubi infami e alla fine dal grigio ghisa del cielo a quello ancora più opprimente della parete di contenimento che costeggia la tangenziale sud il colore è esploso e ha spazzato via tutto. Non prima di fissarsi alla maxi parete (di contenimento) che la costeggia, sconfinando nel passaggio pedonale che unisce la Sp235 a via Fratelli Cervi, fino al sottopassaggio di Elnòs Shopping: un «canalone» lungo quasi cinquecento metri che per tutto il weekend si è trasformato nell’epicentro creativo fra graffiti e street-art da cui si è sprigionata la scossa di «Yellow Jam», progetto ideato e sviluppato dall’associazione bresciana di promozione sociale Yellow Fat con il patrocinio del comune di Roncadelle nell’ottica «di una riqualificazione urbana che passa attraverso interventi di decorazione artistica, per sensibilizzare rispetto al tema dei graffiti creando opere fruibili liberamente, che si distacchino totalmente dal vandalismo e dal deturpamento». TERZA EDIZIONE, terzo grande strike: sempre più writer in azione, atmosfera sempre più internazionale, energia positiva, connessioni a go go, sempre più su. E da oggi le policromatiche visioni che per tutto il fine settimana si sono incanalate lungo quella linea d’asfalto, più simile a un quartiere metropolitano di qualche grande città americana che non all’anonima area di fronte al Centro Commerciale Brescia 2000, si possono ammirare in tutta la loro potenza con un rapido colpo d’occhio dal finestrino dell’auto oppure addentrandosi a piedi, qualora interessati ad approfondire e vedere da vicino, per apprezzare ancora di più le tecniche e gli infiniti dettagli disseminati nella raffica di murales che si susseguono uno via l’altro senza soluzione di continuità. Generando un caos armonico nel quale è bello perdersi per poi ritrovarsi. Agganciati all’intenso odore di vernice delle «Montana Cans» (brand di riferimento per spray, marker e accessori per graffiti e aerosol art, che tra l’altro supportava la manifestazione), mentre da destra a sinistra, da un muro all’altro, rimbalzano pezzi da paura ancora freschi e per questo ancora più vividi realizzati da venerdì fino al tardo pomeriggio di ieri da oltre un centinaio di artisti arrivati in città da ogni parte d’Italia e d’Europa per lasciare la propria firma sulla «Jam». COME GIÀ ERA PARSO l’altro giorno, mentre stava prendendo forma plasmato dalla crew camuna Art of Sool insieme al pugliese Pierfrancesco «Eight», il gigantesco murale ispirato alla sottile del giallo che unisce e ritrae con toni caricaturali Freddie Mercury, Sailor Moon, Jessica Fletcher, Marge Simpson e il cantante dei Metallica James Hetfield è senz’altro una delle opere più iconiche e impattanti realizzata durante questa terza edizione. Complice anche la posizione ultravisibile, che domina l’asfalto guardando gli automobilisti dall’alto in basso. Non meno fighi tutti gli altri, comprese le immaginifiche visioni della Abc Crew e l’inconfondibile stile di Peeta, superstar mondiale dei graffiti 3D, tra i protagonisti più attesi che hanno tenuto fede alla loro fama dilagata ben oltre i confini underground. L’«esposizione» è permanente e resterà tale almeno per altri 365 giorni: ovvero fino alla prossima edizione di Yellow Jam, quando dai graffiti di oggi - sovrascritti, ritaggati, ripensati e quindi pittati da nuovi artisti – come in un percorso di autorigenerazione nasceranno i graffiti di domani. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Elia Zupelli
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