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21.03.2019

Dall’incendio
al riciclaggio:
arrestati

Gli ingenti danni provocati dall’incendio doloso al centro benessere «Il bello delle donne» a Desenzano: dalle indagini importanti sviluppi
Gli ingenti danni provocati dall’incendio doloso al centro benessere «Il bello delle donne» a Desenzano: dalle indagini importanti sviluppi

Da quell’incendio, quell’esplosione, ai sopralluoghi destinati, secondo gli investigatori, verosimilmente a sequestri lampo. Con un passato criminale per la persona maggiormente coinvolta, che ha avuto anche una visibilità nazionale.

FRANCESCO LEONE, uno dei cinque arrestati dai Carabinieri e Guardia di finanza, era infatti stato condannato per il sequestro lampo del ragioniere di Silvio Berlusconi, avvenuto nel 2012. È considerato la persona con il maggior spessore criminale tra quelli arrestati: tre in carcere e due ai domiciliari. Tutto comincia con l’incendio doloso del centro benessere «Il bello delle donne», a Desenzano, che risale al 10 settembre 2018. E che si trattasse di fiamme appiccate dolosamente era apparso chiaramente sin dalle prime fasi delle indagini. All’incendio aveva fatto seguito anche un’esplosione, semplice conseguenza delle fiamme appiccate in un locale con diverse vetrate e della saturazione dell’ambiente. Delle indagini, coordinate dal pm Francesco Carlo Milanesi, si occuparono quindi inizialmente i carabinieri della compagnia di Desenzano e i militari della tenenza della Guardia di Finanza del comune gardesano. Ma la vicenda aveva assunto dimensioni sempre più rilevanti che hanno comportato l’estensione dell’attività investigativa. Alla fine sono risultati impegnati carabinieri dei reparti provinciali di Brescia, Frosinone, Bari, Roma e Latina, la Guardia di Finanza di Brescia e lo S.c.i.c.o. della Guardia di Finanza di Roma e il reparto indagini tecniche del Ros dei carabinieri di Roma. Le accuse di cui devono rispondere a vario titolo gli arrestati vanno dal concorso d’incendio, al riciclaggio fino al trasferimento fraudolento di valori. L’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita in tre casi in carcere e in due ai domiciliari. Tra coloro che sono ai domiciliari anche una donna romena residente a Montichiari e amica di Francesco Leone. Gli investigatori nella mattinata di ieri hanno anche eseguito 14 decreti di perquisizione «locale e personale relativi a 20 obiettivi». Nel corso delle indagini Carabinieri e Fiamme Gialle hanno sviluppato l’attività relativa alle rispettive competenze. Francesco Leone, residente in provincia di Frosinone, è stato individuato dagli investigatori come il mandate dell’incendio divampato a Desenzano. Una vicenda estranea a qualsiasi racket: pare una forma di vendetta. A dare fuoco, sempre sulla base delle indagini, due degli arrestati.

ALTRI DUE ARRESTATI si sarebbero resi responsabili del trasferimento fraudolento di valori e del riciclaggio con riferimento ad ingenti somme nella disponibilità di Francesco Leone. Ma proprio Leone, con un complice, secondo gli investigatori, avrebbe effettuato diversi sopralluoghi «destinati verosimilmente all’esecuzione di un “sequestro lampo“ ai danni di esponenti di una società toscana di custodia valori». Nei caveaux della società si sarebbe poi «messa a segno una rapina». Ci sono poi «incendi dolosi e danneggiamenti a concessionari d’auto dettati da sentimenti di vendetta». Sequestrati armi, documenti falsi e contanti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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