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16.07.2019

Dall’inizio dell’anno 7 le vittime «Bisogna migliorare ancora»

Il problema della sicurezza del lavoro sempre in primo piano
Il problema della sicurezza del lavoro sempre in primo piano

La strage non accenna a fermarsi. In meno di una settimana, Brescia ha pianto altri due morti sul lavoro: prima un 58 enne di Berzo Inferiore che ha perso la vita alle Ferriere Bellicini, ieri è toccato a un operaio dello stabilimento cittadino del Centro siderurgico bresciano, in via Industriale, schiacciato da una pesante bobina metallica. Dall’inizio dell’anno, sono già sette le persone la cui vita si è tragicamente interrotta mentre si trovavano sul posto di lavoro: una conta che negli ultimi giorni è tragicamente salita e che riporta al centro delle cronache il problema della sicurezza sui posti di lavoro. SECONDO l’Osservatorio indipendente morti sul lavoro di Bologna, dall’inizio dell’anno fino al 10 luglio le «morti bianche» erano già 757, compresi i lavoratori rimasti uccisi sulla strada di andata e ritorno dal lavoro. In testa a questa triste classifica c’è la Lombardia: la Regione più produttiva del Paese conta già 43 vittime nel 2019 e dopo Milano, con dieci morti e Bergamo, con nove, arriva Brescia, che ne conta già sette. Un dato allarmante, se confrontato con gli anni passati: nel 2018, infatti, i morti sul lavoro riconosciuti dall’Inail in tutta la provincia di Brescia sono stati 8 (le denunce, invece, 22), mentre in tutto il 2017, 13 (su 19 denunce presentate); furono 19 nel 2016 e 16 nel 2015. E se è vero che il trend è in calo, sia tra i caduti sul lavoro (tra il 2011 e il 2014 le morti bianche nel Bresciano superarono sempre le venti unità) che per gli infortuni – secondo i dati dell’Inail, si è passati dagli 895 del 2011 ai 617 del 2017 -, resta un allarme sociale che agita i sindacati e le imprese. DAL PUNTO DI VISTA delle aziende, sulla questione è intervenuto Enrico Frigerio, Vice Presidente dell’Associazione industriale bresciana con delega all’Energia, all’Ambiente ed alla Sicurezza: «C’è un grande rammarico per gli ultimi due incidenti che sono capitati in due imprese bresciane, sono episodi che lasciano senza parole. Nonostante tutte le aziende della provincia siano rispettose delle regole, stupisce che possano ancora accadere tragedie del genere: evidentemente qualcosa ci sta ancora sfuggendo, stiamo lavorando ma ancora non abbastanza». Frigerio ha ricordato l’impegno che sta coinvolgendo le imprese associate ad Aib, i sindacati, l’Ats e enti come l’Inps, «con iniziative comuni in cui cerchiamo di analizzare i problemi e di risolverli. Dobbiamo fare un ulteriore sforzo per migliorare». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Manuel Venturi
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