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29.01.2020

Delitto Bedizzole
Sospettato in cella
Sangue sui vestiti

Francesca Fantoni: uccisa a Bedizzole a 39 anni
Francesca Fantoni: uccisa a Bedizzole a 39 anni

Nella serata in cui il luna park portava allegria a Bedizzole, Francesca Fantoni moriva a pochissima distanza, brutalmente assassinata; negli stessi momenti intanto un uomo girava per bar indossando una felpa sporca di sangue e di fango. Ma se l’impianto accusatorio costruito da chi sta conducendo le indagini verrà confermato, il fango che ricadrà su di lui sarà molto di più. Nel frattempo, intanto, è in carcere.


NELL’OMICIDIO della 39enne di Bedizzole in questo momento ci sono elementi che sembrano convergere verso la direzione di colpevolezza di Andrea Pavarini, l’agricoltore di 28 anni verso il quale si erano indirizzate fin da subito le indagini dei carabinieri, che l’hanno interrogato a lungo lunedì sottoponendolo poi a fermo nella notte, anche se in mancanza di una confessione. Nell’interrogatorio a cui è stato sottoposto dai carabinieri e dal pm Marzia Aliatis ha negato tutto, rispondendo: «Ma come fate a dirlo voi?». In realtà a investigatori e inquirenti le risposte a questa domanda, non mancherebbero. «Abbiamo un video in cui si vede l’indagato e la vittima insieme uscire da un bar e lui ha la felpa pulita. Dopo un’ora e mezza in un altro video di una telecamera diversa, la sua felpa appare sporca come ha confermato anche un testimone», è la ricostruzione degli inquirenti. E la stessa felpa è stata trovata nella lavanderia dell’abitazione di Pavarini. Dove molto probabilmente è stata messa poco dopo essersi macchiata di sangue, sporcando anche alcuni vestiti della compagna da cui ha avuto una bambina tre mesi fa.


COSÌ CON IL PASSARE delle ore tutto a Bedizzole si è fatto sempre più pesante, L’iniziale scomparsa di Francesca ha assunto le dimensioni di una tragedia in cui una famiglia è sprofondata. Alla conferenza stampa in cui sono stati illustrati i dettagli che hanno portato al fermo di Pavarini sono intervenuti il comandante provinciale colonnello Gabriele Iemma, il capitano Maurizio Pallante, comandante della Scientifica di Brescia, e il comandante della compagnia di Desenzano, capitano Massimo Cicala. Ma il colonnello Iemma ha avuto parole d’apprezzamento anche per i carabinieri della stazione di Bedizzole. Il lavoro degli investigatori e degli inquirenti in ogni caso non è finito. Servirà l’esame del Dna sulle tracce biologiche rilevate sulla felpa; a ciò vanno aggiunte le testimonianze raccolte, e quei segni sulle mani di Pavarini che evidenzierebbero un comportamento violento. Ora l’autopsia e l’interrogatorio di convalida del fermo del 28enne, previsto nelle prossime ore.

Mario Pari
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