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17.01.2020

Denaro per controlli
morbidi, cinque anni
a un imprenditore

Sette le persone che la prossima primavera compariranno davanti al giudice per il dibattimento
Sette le persone che la prossima primavera compariranno davanti al giudice per il dibattimento

Il gup Carlo Amedeo Bianchetti ha condannato a cinque anni di reclusione Mauro Sala, l’imprenditore di Castrezzato coinvolto nella inchiesta della procura di Brescia su un giro di mazzette per ammorbidire i controlli della Finanza. Secondo l’accusa Sala, per il pm Roberta Panico aveva chiesto sei anni di carcere, avrebbe versato una tangente da 60mila euro al tenente della Guardia di Finanza di Chiari Antonio Romano attraverso Natalina Noli, la titolare di uno studio di consulenze fiscali di Castrezzato.


IL DENARO, che Romano poi ha restituito, sarebbe servito per rendere meno «invasivo» un accertamento delle Fiamme Gialle nell’azienda di Sala. Per quell’episodio di corruzione Romano ha patteggiato 4 anni e 4 mesi di reclusione, Natalina Noli invece ha patteggiato 3 anni e 4 mesi. Il primo inoltre dovrà versare 50mila euro alla Finanza per il danno di immagine provocato, la consulente finanziaria invece ne dovrà girare 120mila. I problemi9 per sala non sono terminati. Il giudice ha infatti disposto l’invio degli atti nuovamente in procura affinché agisca nei confronti dell’imprenditore edile per calunnia. Sala avrebbe infatti detto di essere stato costretto a versare la tangente da Romano e dalla Noli. Per il giudice si tratterebbe di una bugia. Davanti al gup sono comparsi anche gli altri indagati per cui la procura ha esercitato l’azione penale. Si tratta dei finanzieri Marco Gisonna (è in pensione) e Antonio Piccolo, degli avvocati Alessandro e Carlotta Mainardi, del commercialista Giorgio Passeri, il funzionario dell’Agenzia delle entrate Davide Scifo, e dell’informatico Sergio Nicolini. Favoreggiamento, rivelazione di segreti d’ufficio e accesso abusivo a un sistema informatico i reati che vengono contestati ai sette coinvolti.


PER TUTTI il gup Bianchetti ha disposto il rinvio a giudizio. Il processo per loro si aprirà il prossimo 24 marzo davanti alla seconda sezione penale del tribunale di Brescia. È invece stato disposto il non luogo a procedere per Adriano Casali, il marito della Noli. Resta ancora sospeso il giudizio per Claudia Vezzoli, una collaboratrice della Noli che verrà giudicata per favoreggiamento alla fine del processo di primo grado. Rinviata ad una altra udienza la decisione del tribunale sulla richiesta di messa alla prova avanzata dal legale dell’ultima persona a processo. Si tratta di Matteo Olivari l’ex comandante della polizia Locale di Castrezzato arrestato lo scorso maggio al termine dell’inchiesta della procura.

Paolo Cittadini
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