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09.01.2018

Depressione, ricerca bresciana

Annamaria Cattaneo
Annamaria Cattaneo

Parte da Brescia la nuova ricerca che dimostra il legame tra geni ed eventi traumatici dell’età evolutiva nel successivo sviluppo della depressione. Annamaria Cattaneo, ricercatrice dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia, ha pubblicato su Molecular Psychiatry un articolo intitolato «FoxO1, A2M e TGFB1: tre nuovi geni che predicono la depressione come conseguenza dell'interazione tra geni di vulnerabilità e condizioni ambientali avverse». Si tratta di uno studio sul tema della Depressione Maggiore che dimostra come fattori ambientali, e in particolare eventi stressanti e traumatici durante i primi anni di vita possano esercitare un effetto sinergico con la vulnerabilità determinata dal proprio background genetico. Questo studio rafforza l’idea che alcune varianti geniche, note anche come polimorfismi, possano interagire con l’ambiente avverso, rendendo alcuni soggetti più vulnerabili rispetto ad altri per lo sviluppo di psicopatologie. «Nel nostro studio al fine di identificare nuovi geni di vulnerabilità - dichiara Cattaneo - abbiamo condotto un nuovo approccio dove abbiamo intrecciato dati provenienti da diversi tessuti, da modelli preclinici e da studi in corti cliniche. Abbiamo quindi identificato un network di nuovi geni, coinvolti in processi di infiammazione e di risposta allo stress come possibili geni di vulnerabilità per la depressione». IL RISULTATO più interessante, aggiunge la ricercatrice, «è stato quando abbiamo osservato, in due diverse corti cliniche (una americana di pazienti con depressione ed esposti a eventi traumatici e una corte norvegese di adulti che nell’adolescenza erano stati separati dai genitori a causa della seconda guerra mondiale) che individui con determinate varianti geniche in questi geni, se esposti a eventi stressanti durante l’adolescenza, erano quei soggetti che avevano sviluppato sintomi depressivi in età adulta. Il nostro studio sottolinea l’importanza di comprendere i meccanismi mediante i quali una predisposizione genetica (intesa sia come predisposizione al rischio o alla resilienza/protezione) possa interagire con eventi ambientali avversi, ed esercitare un effetto a lungo termine che viene poi smascherato in età adulta, con la manifestazione della malattia». •

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