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05.08.2020 Tags: Brescia

Disabile non può
uscire di casa.
La Polizia le porta la pensione

La cinquantenne disabile ha chiamato la questura per avere aiuto e gli agenti l’hanno rassicurata
La cinquantenne disabile ha chiamato la questura per avere aiuto e gli agenti l’hanno rassicurata

Sabato pomeriggio ha pensato che l'ultima possibilità fosse quella di prendere il telefono e chiamare in questura per chiedere aiuto. E così una 50enne disabile e residente a Chiesanuova ha fatto. «Non posso uscire di casa, non me la sento – ha iniziato a spiegare all'agente che la ascoltava dall'altro capo del telefono –. Ho però finito i soldi e devo andare all'ufficio postale per ritirare la pensione. Aiutatemi, vi prego». La donna sembrava davvero disperata e per prima cosa i poliziotti hanno cercato di tranquillizzarla spiegandole che avrebbero cercato di risolvere la situazione, ma che avrebbe dovuto aspettare l'inizio della settimana visto che a quell'ora l'ufficio era chiuso e anche il giorno dopo, domenica, lo sarebbe stato. CON IL PASSARE dei minuti la signora si è lentamente rasserenata e ha capito di avere trovato un aiuto. «Aveva paura, ma soprattutto aveva anche tanto bisogno di parlare -racconta chi in questura si è occupato della vicenda –. Quando si è resa conto di avere fatto la scelta giusta, il timore di restare senza soldi è passato all'istante». Qualche ora dopo è la missione è scattata. Come prima cosa, dalla questura è partita una telefonata all'ufficio postale dove la donna è solita ritirare la pensione per capire se fosse stato possibile consegnare a domicilio il denaro. Agli agenti, vista la situazione e soprattutto considerato da chi proveniva la richiesta, è stato detto che avrebbero potuto farlo compilando una delega. In breve un equipaggio ha raggiunto l'ufficio postale e recuperato il denaro. In pochi minuti la signora di Chiesanuova è stata raggiunta a casa e lì ha potuto avere il suo denaro. «Poco dopo ci ha contattato ancora una volta – raccontano dalla questura –, Questa volta era felicissima. Ci ha detto che l'avevamo letteralmente salvata. Sia perché eravamo riusciti a consegnare il denaro che le serviva, sia perché l'abbiamo ascoltata. Spesso dietro alcuni interventi c'è solo la necessità dei cittadini più fragili, anziani e malati, di essere semplicemente ascoltati, soprattutto in questo periodo dell'anno quando la città si svuota e la rete formata da parenti e amici è un po' meno stretta». UN PERIODO, quello estivo, in cui le truffe ai danni di chi resta solo a casa si moltiplicano. Da qui l'appello della questura alle persone sole e fragili che spesso rischiano d’essere raggirate: «Il consiglio che diamo – sottolineano dagli uffici di via Botticelli - è di non fare entrare in casa persone anche con indosso una divisa qualsiasi sia la scusa e nel dubbio si può fare la verifica chiamando il numero unico di emergenza 112». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolo Cittadini
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