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26.10.2020 Tags: Brescia

«Disorientati, ancora Ma adesso sappiamo come si può reagire»

Ancora chiusure, ancora restrizioni, ancora scelte di responsabilità che li attendono. Si apre una nuova fase nella lotta al Covid e la vita dei giovani bresciani viene ancora una volta toccata nella sua intimità, nel suo profondo. A volte non capiscono, sono disorientati; in molti hanno sempre rispettato quello che i «grandi» hanno detto loro di fare in questi mesi: mascherine, distanze, rinunce. Tutto ciò che era necessario. E adesso un’altra volta viene chiesto loro di sacrificare qualcosa. «SÌ, È GIUSTO farlo», dicono, perché lo sanno. «Ma certe indicazioni sono inutili, erano altri i provvedimenti da prendere», sottolineano pure. Le relazioni sono colpite duramente, ma anche loro sono i primi a rendersi conto che è proprio in certi momenti particolari che qualche difesa si potrebbe allentare. E allora il ritorno alla responsabilità: perché «non servirà nulla lamentarsi dopo, se non facciamo qualcosa adesso». E sanno anche come reagire, soprattutto nella testa: «Testa alta e sguardo avanti, non dobbiamo lasciarci abbattere. Noi siamo i protagonisti del nostro futuro», sono convinti. Un futuro che tocca a loro costruire: aspettare non si può, anche se il peso dello zaino da portare non è certo indifferente. Tutte le maratone cominciano con un primo piccolo passo: ma dopo la fatica, il traguardo arriverà. •

Mario Mattei
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