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08.11.2019

«Dispositivi
antiabbandono?
Già esauriti»

Uno dei tanti dispositivi in commercio per evitare l’accidentale abbandono dei bambini in auto FOTOLIVE
Uno dei tanti dispositivi in commercio per evitare l’accidentale abbandono dei bambini in auto FOTOLIVE

Una mattinata convulsa, quella di ieri, per molti genitori bresciani. E non solo. L'ansia era scattata già la sera precedente a causa di un fraintendimento sui 120 giorni di agio per adeguarsi all’obbligo di montare sulle auto i dispositivi anti abbandono per minori di 4 anni. Qualcuno pensava - sbagliando - di aver tempo fino a marzo 2020. Ma il conteggio dei 120 giorni, a quanto pare, è iniziato a luglio con l’entrata in vigore del decreto. E l’obbligo è scattato ieri, spiazzando un po’ tutti: genitori, rivenditori e produttori.


CON L'URGENZA di mettersi in regola, i negozi specializzati sono stati presi d'assalto. «Ho portato mio figlio all'asilo, poi sono andata subito ad acquistare il dispositivo in negozio e sono riuscita a prendere l'ultimo disponibile» racconta Alice, mamma di Leonardo. Per lui ha scelto il cuscinetto che, appoggiato sul seggiolino, rileva il peso del bimbo, attivandosi quando l'auto è ferma. Smartphone alla mano mostra la app che, in caso di dimenticanza, inoltra una chiamata a lei e ad altri numeri di telefono indicati. Ma questo è solo uno dei vari modelli disponili. «Non l'ho acquistato prima perché ero convinta di avere ancora 120 giorni di tempo e attendevo gli incentivi. Ma è scattato l'obbligo e mi sono adeguata subito». Michele, papà di due gemellini, ha preferito prendere tempo: «Aspetterò qualche giorno perché c'è ancora molta confusione sull'argomento. Solito casino all'italiana. Prima di comprarne quattro, meglio capire bene». Sì, perché la spesa rischia di non ridursi a solo un dispositivo per bambino, se lo si deve acquistare per le auto di entrambi i genitori. Ieri mattina, i primi che sono arrivati si sono accaparrati quello che hanno trovato. «In due ore li abbiamo esauriti - conferma la Elena, la store manager del Prenatal di via Orzinuovi a Brescia -. Abbiamo aperto il negozio e c'era la coda, ma per tutto il giorno è continuata la richiesta dei dispositivi. Molte anche le informazioni chieste telefonicamente, tanto da non riuscire a lavorare». Richieste continuate anche nel pomeriggio. La risposta, sempre la stessa: «Li abbiamo già finiti. Ma si possono prenotare. Non arriveranno prima di 20 giorni». Inevitabile chiedersi: «E in quei venti giorni necessari per avere il dispositivo, che faccio? Se mi fermano, mi danno la multa?». La sanzione prevista va da 81 a 326 euro con decurtazione di 5 punti dalla patente. Prevista anche la sospensione della patente in caso di recidiva nel biennio e conseguenze più gravi in caso d’incidente.


MA I CASI di bimbi dimenticati in auto, per quanto difficile da comprendere, si moltiplicano. Ed era necessario correre ai ripari. «Fin da luglio abbiamo informato i nostri clienti sui dispositivi di sicurezza per i seggiolini. Alcuni li hanno acquistati per tempo. Ma l'obbligo da oggi ha preso alla sprovvista anche noi. Inoltre – continua la store manager – i clienti ci chiedono informazioni sul rimborso di 30 euro. Abbiamo risposto di conservare lo scontrino». Il Ministero dei Trasporti ha specificato che per agevolare l’acquisto è stato istituito un fondo con relativo contributo economico di 30 euro per ciascun dispositivo, fino a esaurimento dei fondi stanziati. Ma come venga erogato, ancora non è chiaro. Il consiglio di conservare la ricevuta d’acquisto per poter chiedere il bonus appena possibile è quindi più che valido. Quanto all'omologazione, viene in aiuto la Polizia che, in una nota, specifica: «Secondo quanto previsto dal decreto i dispositivi non necessitano di omologazione, ma devono essere conformi alle prescrizioni tecniche». Ecco perché è opportuno chiedere al venditore la dichiarazione di conformità.


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Paola Buizza
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