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28.10.2020 Tags: Brescia

Dna compatibile:
di Iuschra il
teschio ritrovato nei boschi

È di Iuschra Gazi il cranio ritrovato alcune settimane fa nei boschi di Caino, alle spalle dell’altipiano di Cariadeghe dove la dodicenne autistica di origine bengalese era scomparsa nel nulla il 19 luglio di due anni fa durante una gita organizzata dalla Fobap, la fondazione bresciana che si occupa di assistenza ai disabili. La conferma è arrivata nelle scorse ore dalla comparazione genetica eseguita nei laboratori della Medicina legale del Civile di Brescia tra il Dna recuperato da un molare presente nella bocca del teschio ritrovato il 4 ottobre e quello dei genitori. GLI ESAMI hanno evidenziato che la traccia genetica è riconducibile a quella dei familiari della piccola. L'esito dell'accertamento eseguito dal professor Andrea Verzeletti, il perito incaricato dalla procura, a questo punto potrebbe mettere fine all'intera vicenda. Difficile infatti che gli inquirenti possano disporre nuovi sopralluoghi sull'altipiano di Cariadeghe per cercare altri resti ossei della bambina. Il tempo passato dalla scomparsa, gli agenti atmosferici e gli animali potrebbero infatti avere cancellato altre tracce genetiche e difficilmente potrebbero fornire elementi utili per capire le cause del decesso. Iuschra il 19 luglio di due anni era svanita nel nulla mentre con altri ragazzi seguiti dalla Fobap stava partecipando a Serle a una gita sull'altipiano carsico. La bimba una volta scesa dal pulmino che li aveva portati in zona si era messa a correre allontanandosi dal resto della comitiva. Una prima volta era stata fermata, ma dopo poco era fuggita di nuovo. Una educatrice, la responsabile del grest estivo, aveva provato a rincorrerla ma dopo qualche metro si era fermata ed era tornata indietro per chiedere aiuto. Così la piccola aveva guadagnato metri scomparendo nella fitta boscaglia. Le ricerche erano partite immediatamente e durate settimane. Ma della bambina, che un testimone aveva detto di avere visto seduta su un tronco poco lontano dalla zona del suo ultimo avvistamento, non si era però più saputo nulla. Gli inquirenti, dopo avere escluso che la bimba potesse essere stata rapita o rimasta vittima di un atto di violenza, avevano sempre sostenuto che potesse essere morta dopo essersi persa, magari cadendo in uno degli anfratti. A processo, accusata di omicidio colposo, era finita Roberta Ratti l'educatrice della Fobap (Fondazione bresciana assistenza psicodisabili) che aveva organizzato la gita. La donna aveva patteggiato otto mesi di reclusione, mentre la famiglia Gazi (ieri i genitori sono stati messi al corrente degli sviluppi ) aveva ottenuto dalla Fobap un maxi risarcimento. Lo scorso 4 ottobre un cacciatore aveva ritrovato nei pressi di un tronco nei boschi di Caino il teschio compatibile con quello di una bambina della età di Iuschra. Nelle scorse ore dagli accertamenti scientifici è arrivata la conferma. •

Paolo Cittadini
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