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21.11.2019

Dopo anni di calo,
nozze in ripresa
a Brescia

Il matrimonio è in crisi? Probabilmente sì, anche se nel 2018, secondo i dati Istat pubblicati ieri, a Brescia dopo anni di numeri in discesa si è registrata un’inversione di tendenza sia per quanto riguarda le nozze con rito civile ma anche, pur in misura meno rilevante, per quelle celebrate in chiesa. Complessivamente sono stati contratti nel Bresciano 3675 matrimoni contro i 3492 del 2017, quindi 183 in più. Si resta lontani dai 3861 del 2016, ma il rimbalzo è significativo. In ripresa sono soprattutto le nozze celebrate con rito civile che sono risalite a quota 2205 contro le 2040 del 2017. Recuperano però anche i matrimoni religiosi che passano da 1452 a 1470. Si conferma comunque il divario tra i due riti, dopo che nel 2013 nel Bresciano si è registrato il primo sorpasso delle nozze civili su quelle in chiesa. Su questo fronte Brescia ha anticipato di cinque anni un trend che nel 2018 è diventato anche nazionale. Infatti il sorpasso del rito civile in Italia si è registrato l’anno scorso per la prima volta, trainato soprattutto dai secondi matrimoni. Un fenomeno effetto del progressivo processo di secolarizzazione che ha investito la società italiana e che a Brescia si è fatto sentire in misura più forte che in altre aree del Paese. Basti pensare che solo dieci anni fa le nozze celebrate in chiesa furono 2518, oltre mille in più di quelle registrate nel 2018. Il tasso di nuzialità, calcolato come il rapporto tra numero di matrimoni celebrati nell’anno di riferimento e l’ammontare medio della popolazione residente nello stesso periodo nel 2018 è stato del 2,9 contro il 2,8 del 2017, al di sotto della media nazionale che si attesta a 3,2. Considerando i dati della sola città, la tendenza invece cambia rispetto al 2017. Nel 2018 sono in ripresa i matrimoni religiosi che salgono da 157 a 170, mentre quelli civili calano lievemente passando da 284 a 278. L’età media degli sposi rimane sostanzialmente invariata (35,54 anni per gli uomini e 32,45 per le donne), così come quella dei divorziati che si risposano (53,75 anni gli uomini e 47,05 le donne). Dall’analisi dei dati emerge soprattutto che per le nozze in chiesa la fascia d’età più interessata è quella fra i 30 e i 34 anni con 561 matrimoni sui 1470 totali, quindi più di un terzo. Diverso il discorso per i matrimoni celebrati in Comune. In questo caso la fascia d’età col maggior numero di unioni è sempre quella dai 30 ai 34 anni, ma sul totale di 2205 l’incidenza è ben più bassa. Il numero di nozze civili è molto più spalmato sulle diverse fasce d’età. Basti pensare che in quella dai 60 anni in su ci sono stati ben 217 matrimoni contro i solo 8 celebrati in chiesa.


IL MESE PREFERITO per le nozze si conferma settembre con 772, seguito da giugno con 633 e da maggio con 431. Gennaio con 73 è invece il mese meno gettonato. La top ten dei Comuni con il più alto numero di matrimoni, escluso il capoluogo, vede al primo posto Desenzano (con 95), al secondo Montichiari (90), seguiti da Sirmione (86) e Salò (66). Per quanto riguarda il regime patrimoniale, è confermata la preferenza per la separazione dei beni, scelta dagli sposi in 2484 casi nel 2018, rispetto alla comunione dei beni, preferita solamente in 1191 casi.

Piergiorgio Chiarini
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