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27.09.2020 Tags: Brescia

Dopo i dubbi dalla Regione la Lega bresciana «delusa»

Soldati austriaci durante le  X Giornate nella galleria multimediale
Soldati austriaci durante le X Giornate nella galleria multimediale

Non mancheranno le polemiche sulla nuova versione del Museo del Risorgimento, facile previsione visto che sono già iniziate. L’assessore regionale alla Cultura, Stefano Bruno Galli ha criticato dalle colonne del Corriere Brescia soprattutto la scelta di concludere il percorso museale con una sezione dedicata alla Resistenza come eredità risorgimentale. Si sono lette posizioni contrarie all’investimento anche sul Giornale di Milano da parte del critico d’arte Luca Beatrice. Del nuovo concept si discuterà nella Commissione congiunta Cultura e Lavori pubblici il 30 di questo mese, convocata su richiesta della conigliere della Lega, Melania Gastaldi. Che si dice «molto perplessa sul progetto, perché dietro la veste multimediale non vedo un contenuto storico. Mi pare un progetto autocelebrativo, che manca del necessario spirito critico, che dovrebbe caratterizzare un museo di storia». SECONDO Gastaldi ci si concentra su alcune figure (Tito Speri e Zanardelli) dimenticandone altre. Sente la mancanza di un curatore di alto profilo: «Abbiamo una prestigiosa università di cui non vedo il coinvolgimento. Mi dà l’idea di un museo adatto alle scolaresche, ma non è ciò che serve in chiave capitale italiana della cultura. Siamo di fronte a un bel involucro moderno, ma manca uno studio storico che vedo imprescindibile. Oltretutto questa veste multimediale fa lievitare i costi enormemente». La polemica dell’assessore Galli di quest’estate riguarda anche il Musil, ed è condivisa dalla consigliera leghista. «Su quella che sarà poi l’eventuale gestione, viste le tristi vicende estive che hanno visto protagonisti gli altri musei della nostra città (museo di scienze e recente mostra al San Salvatore) non nutro molta fiducia». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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