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06.08.2020 Tags: Brescia

«Dopo lo scoppio,
Libano ancora
più in crisi»

La colonna di fumo  dopo la deflagrazione di martedì  al porto di Beirut che ha distrutto interi palazzi  e lasciato dietro sé morte e dolorePadre Damiano Puccini è un missionario della Caritas Diocesana A Damour è stata allestita una cucina grazie al sostegno degli italiani
La colonna di fumo dopo la deflagrazione di martedì al porto di Beirut che ha distrutto interi palazzi e lasciato dietro sé morte e dolorePadre Damiano Puccini è un missionario della Caritas Diocesana A Damour è stata allestita una cucina grazie al sostegno degli italiani

Nei pressi di Beirut la Caritas Diocesana di Brescia gestisce due progetti in favore dei profughi siriani in fuga dal loro paese in partnership con l’associazione di solidarietà «Oui pour la vie». In particolare, a Damour, a 17 chilometri dal centro, garantisce i pasti e le forniture idriche a decine di famiglie numerose scappate dalla Siria al Libano e ne segue in particolare 23 guidate da donne vedove che beneficiano dell’azione umanitaria. A DIRIGERE le operazioni da sedici anni è padre Damiano Puccini, sacerdote missionario che raggiungiamo, poche ore dopo la duplice esplosione al porto di Beirut, ancora visibilmente scosso. «Davanti ad un episodio di straordinaria gravità come quello che si è verificato martedì, la prima sensazione che abbiamo provato è quella di essersi ritrovati come nella guerra del 2006, quando in una notte furono bombardati i ponti del Libano, compreso quello del nostro piccolo paese». «Noi – precisa - non abbiamo sentito il boato della deflagrazione, ma abbiamo ben avvertito lo spostamento d’aria che ne è conseguito. Chiaramente si è diffuso un senso di smarrimento, con mamme che gridavano ai bambini che piangevano di rientrare subito in casa». «Mercoledì mattina verso le 6 - racconta - ho attraversato Beirut, arrivando con il pullman fino all’ingresso del porto, ed era desolante vedere le gru dei container a terra, i detriti ovunque e si respirava il clima di disperazione per i danni alle case (serrande e vetrine rotte fino a 10 chilometri dal luogo dell’incidente) e il pensiero ai 73 morti (bilancio ancora provvisorio ndr) e 3700 feriti a causa dei terribili scoppi». La sensazione di fondo, osserva il religioso, è che questo terribile episodio «non possa che segnare un ulteriore aggravamento della situazione drammatica nella quale il Libano è precipitato da diversi mesi. Da sempre la nostra missione aiuta i bisognosi di tutte le appartenenze e religioni, cercando di favorire sempre un clima di pazienza nella povertà e nella apertura al perdono. Accanto a coloro che sempre abbiamo aiutato, detti “i più poveri”, si sono però aggiunte tante famiglie libanesi e non che, anche se beneficiano di uno stipendio, hanno visto in questi mesi perdere il potere d’acquisto del proprio salario di più dell’80 per cento. I prezzi del cibo al supermarket aumentano ogni giorno e rispetto ad ottobre sono moltiplicati fino a quattro volte. Concretamente cerchiamo di fornire le famiglie più bisognose di riso, legumi, olio, cercando di far arrivare questi sostegni attraverso la collaborazione dei nostri volontari che preparano i sacchetti secondo le esigenze di ogni nucleo». «A Damour - continua - abbiamo allestito una cucina, che offre gratuitamente pasti, con il sostegno di realtà italiane tra cui la Caritas Diocesana di Brescia e che chiaramente ora aiuta un numero molto ridotto di persone rispetto alla sua capacità ordinaria, a causa della diminuzione degli aiuti che vengono dall’Italia dopo l’emergenza dovuta alla pandemia da Covid-19». «Ringraziamo vivamente la Caritas Diocesana di Brescia per la sua vicinanza, insieme alle altre associazioni del vostro territorio, per l’allestimento della cucina, per gli aiuti offerti per i nostri poveri - conclude - e chiediamo in questo momento in cui il Libano sprofonda in una drammatica crisi aggravata dalla distruzione del suo porto di Beirut, un tramite commerciale indispensabile, di essere vicini ai bisogni dei nostri assistiti. È possibile farlo rivolgendosi a Caritas Brescia o scrivendomi direttamente a pdamianolibano@gmail.com». CHI VUOLE può fare una offerta libera sul c/c postale n° 10510253 intestato a Caritas Bresciana o sul c/c bancario intestato a Diocesi di Brescia - Ufficio Caritas presso UBI BANCA SPA - filiale Brescia 5, IBAN: IT 23 X 03111 11205 000000007051. •

Flavio Marcolini
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